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779 PMI agguerrite contro i giocattoli Made in Oriente

27 dic. - Le 779 delle piccole e medie imprese italiane spesso artigiane, hanno ottenuto ottimi risultati quest'anno nell'esportazione di giochi, con un aumento del 6,4% ed esportando il 47,1% della produzione nazionale nonostante la concorrenza del mercato orientale.
made_in_italy_280x200.jpgUn recupero inatteso ottenuto anche grazie a un piccolo ma agguerrito esercito di 779 imprese, il 92,3% delle quali di piccola dimensione (meno di 20 addetti), che si batte contro l'invasione di prodotti realizzati in estremo oriente.
E che ha concorso nel 2006 (ultimi dati disponibili) a far aumentare il nostro export di settore del 6,4% rispetto all'anno precedente, attestatosi in valore a 461 milioni di euro.
Nel complesso, ricorda l'Ufficio studi della Confartigianato, le aziende italiane produttrici di giochi e giocattoli contano poco meno di 6 mila addetti, realizzano un fatturato annuo di 962,3 milioni di euro ed esportano il 47,1% della produzione.
Il 76,1% dei giocattoli Made in Italy (pari in valore a 351 milioni) raggiunge i Paesi europei: in testa la Francia (per un valore di 68,3 milioni), seguita a distanza dal Belgio (58,4 milioni) e dalla Germania (51,2 milioni).
Il 10,2% (pari a 47 milioni) vola nel continente americano, il 4,4% va in Asia (20,2 milioni) e il 9,3% (42,9 milioni) nel resto del mondo.
In particolare, sottolinea la Confartigianato, negli Usa il nostro export di settore ha fatto segnare tra il 2005 e il 2006 un incremento del 27,8%.
Ma anche in Cina i nostri giocattoli cominciano ad essere apprezzati: sempre nel 2006 infatti le vendite sono quasi quadruplicate, raggiungendo in valore quota 3,5 milioni di euro.
Nel nostro Paese le regioni dove si concentra il maggior numero di produttori di giocattoli sono la Lombardia (183 aziende), l'Emilia Romagna (83), il Veneto (74), il Piemonte (73) e la Toscana (54).
Ai primi posti della classifica delle province con la più alta specializzazione produttiva troviamo il Verbano Cusio Ossola, seguito da Varese, Sassari, Como e Lodi.
Contestualmente alla buona performance del nostro export la Confartigianato ha rilevato un rallentamento delle importazioni di giocattoli dall'Asia.
Nel 2006 ne abbiamo acquistati per 602 milioni di euro, contro i 618 del 2005.
In ogni caso, viene sottolineato, la Cina continua ad essere ancora in testa alla classifica dei Paesi da cui importiamo giocattoli, addobbi e oggetti per le feste di Natale.
In particolare, tra il 2003 e il 2006 sono aumentate del 146,6% le importazioni Made in China di giocattoli a ruote: tricicli, monopattini e automobiline a pedali; a seguire le importazioni di giocattoli raffiguranti animali e personaggi di fantasia (+90,7%).
In ogni caso la Confartigianato, al di là della provenienza dei giocattoli, raccomanda di fare attenzione alla sicurezza dei prodotti acquistati durante le festività.
Soprattutto per quanto riguarda gli oggetti venduti a basso costo, le cui etichette debbono sempre indicare la provenienza e la composizione del prodotto, le istruzioni per l'uso e la conformità alle norme europee di sicurezza. (ANSA)
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