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08 nov. - Il presidente eletto Barack Obama ha detto oggi a
Chicago, nella sua prima conferenza stampa dopo la vittoria del 4
novembre, che "stiamo affrontando la più grande sfida economica della
nostra vita".
Il presidente eletto Barack Obama ha detto che, una volta insediato alla Casa Bianca il 20 gennaio affronterà "di petto" la crisi economica.
Per Obama la crisi economica è globale e richiede una risposta globale.
Obama ha detto di "non prevedere problemi" nel suo incontro di lunedì a Washington col presidente George W. Bush: "andrò alla Casa Bianca con spirito bipartisan".
Obama ha detto che il suo piano per la classe media include un pacchetto di stimolo e non ha escluso che questo pacchetto possa essere approvato prima dell'insediamento.
IRAN, RISPONDERO' APPROPRIATAMENTE A AHMADINEJAD -
"Risponderò appropriatamente alla lettera che ho ricevuto dal presidente iraniano Akhmadinejad. Oggi dico solo quanto ho detto durante la campagna: un eventuale programma di sviluppo nucleare è inaccettabile": ha detto il presidente eletto degli Stat Uniti.
"Un eventuale programma di sviluppo di politica nucleare da parte dell'Iran è inaccettabile", ha aggiunto Obama.
PER ORA NESSUN ANNUNCIO DI ULTERIORI NOMINE - Il presidente eletto degli Stati Uniti, Barack Obama, ha deciso di non annunciare nessuna nomina oggi, dopo l'incontro a Chicago con i suoi consiglieri economici, durante il quale è stato preparato il vertice del G20 in calendario il 15 novembre a Washington.
Come ha confermato oggi la Casa Bianca del presidente uscente George W. Bush, Obama non intende partecipare al Vertice del G20 (i ricchi del G7 più economie emergenti come Brasile, Cina e Corea del Sud), mentre si ignora tuttora se sarà presente alla cena, venerdì sera alla Casa Bianca.
Fatto sta che Obama intende far seguire dai suoi più stretti consiglieri economici il vertice, al quale per l'Italia parteciperà il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, da dietro le quinte.
Un portavoce della Casa Bianca, Tony Fratto, ha oggi detto "non mi aspetto una presenza nella stanza" accanto al presidente Bush, senza escludere però che collaboratori di Obama possano trovarsi nel palazzo che ospiterà il summit.
Il portavoce ha promesso però "una stretta" collaborazione con la squadra del presidente eletto perché "vogliamo sapere quello che pensano e come vedono le cose".
Quella che appare praticamente sicuro, invece, è la presenza di Obama a Washington nelle ore del Vertice, per una serie di incontri bilaterali con i leader mondiali. Il presidente francese Nicolas Sarkozy, presidente di turno dell'Ue, ha oggi espresso il desiderio di incontrare il presidente Usa eletto appena possibile, per gettare le basi del secondo vertice del G20, che gli europei auspicano possa tenersi entro il febbraio prossimo, con Obama insediato alla Casa Bianca.
La riunione dei consiglieri economici -tra cui pesi massimi come Warren Buffett o Eric Schmidt della Google- si è svolta nello storico hotel Hilton di Chicago, a poche centinaia di metri dal Grant Park, dove centinaia di migliaia di persone avevano festeggiato pochi giorni prima la vittoria di Obama.
A destra del presidente eletto sedeva il suo vice Joe Biden, mentre alla sua sinistra c'era Paul Volcker, l'anziano ex presidente della Fed che molti vedono al Tesoro, almeno per i primi mesi.
Che Obama non intende annunciare nomine lo ha indicato Stephanie Cutter, la portavoce del 'Transition Project' Obama-Biden.
Due dei tre 'papabili' per il Tesoro hanno partecipato alla riunione odierna: oltre Volcker, l'ex ministro del Tesoro di Bill Clinton Larry Summers. Il terzo è Timothy Geithner, presidente della Fed di New York.
Alla Cbs, Summers non ha voluto rispondere alle domande sul suo futuro, limitandosi ad indicare "non c'é dubbio, siamo in una situazione economica critica", aggiungendo: "speriamo di vedere una svolta l'anno prossimo, ma di nuovo, questi problemi non sono nati in poche ore e non verranno risolti rapidamente, ma dobbiamo muoverci in maniera aggressiva essendo nel contempo fermi e risoluti".
IL GIORNALISTA CHE HA FATTO ARRABBIARE BERLUSCONI - 'Ho fatto la domanda perche' con la sua affermazione Berlusconi ha offeso tutti gli americani, mi aspettavo che se ne rendesse conto e chiedesse scusa': il giornalista Steve Scherer, 38 anni, americano dell'Indiana, da 10 anni residente a Roma, spiega cosa lo ha spinto a fare la domanda che ha scatenato la reazione del premier.
'Perche' non chiede scusa agli americani?', ha chiesto in conferenza stampa a Bruxelles, facendo riferimento alle dichiarazioni di Berlusconi su Barack Obama 'giovane, bello ed abbronzato'.
Berlusconi ha prima risposto: 'vedo che anche tu ti sei messo nella lista di quelli che ho detto ieri...'. E quindi ha aggiunto alzandosi e lasciando la sala: 'ma per favore, per favore chiedi scusa tu all'Italia...non c'e' il senso del ridicolo'.
Steve Scherer - inviato a Bruxelles per l'agenzia di stampa americana Bloomberg - non si sente offeso per essere stato messo nell'elenco degli 'imbecilli' che non hanno capito la 'carineria' di Berlusconi.
'Anche in America - dice - i giornalisti ricevono tanti insulti, fa parte del nostro lavoro'. Ammette pero' di essere stato sorpreso dall'ostinazione del premier a non volere chiedere scusa.
'Berlusconi non ha capito cosa significa la questione razziale per gli americani. Io sono cresciuto nell'Indiana, dove c'erano tensioni razziali pesantissime', afferma Scherer. 'Espressioni che in Italia possono apparire innocue per persone di una certa eta', negli Usa sono altamente offensive, soprattutto dopo l'elezione storica di Barack Obama, che ha chiuso il capitolo piu' brutto della storia americana, quello della schiavitu''.
BERLUSCONI-OBAMA: COLLOQUIO 20 MINUTI- ALLE 22,10 IL'CONTATTO'
RIBADITA STRETTA AMICIZIA; TEMI CHIAVE G8 E CRISI ECONOMICA - Circa venti minuti di colloquio, in
un clima sereno e di grande cordialita', incentrato soprattutto
sul ruolo del g8 ed il superamento della crisi finanziaria
mondiale.
Silvio Berlusconi e Barack Obama, nella prima presa di
contatto, alle 22 e 10 in punto ora italiana, affrontano di
petto i principali temi sul tappeto, anche in vista dei prossimi
appuntamenti internazionali chiamati a valutare la difficile
situazione economica.
Il presidente del Consiglio italiano riabbassa la cornetta
decisamente ''soddisfatto'' per l'andamento della conversazione
con il presidente eletto degli Stati Uniti, traendone, secondo
quanto si e' appreso, un'ottima impressione
E' stato Obama a chiamare il Cavaliere, cercandolo tramite il
centralino di Palazzo Chigi che lo ha subito messo in contatto
con la residenza di Arcore dove il premier si era recato di
ritorno dal vertice europeo straordinario di Bruxelles.
La conversazione e' cominciata con l'ausilio degli interpreti
ma in diversi passaggi i due leader hanno parlato, senza
mediazioni, in inglese.
Le polemiche italiane non hanno fatto mai capolino nel corso
del colloquio che, invece, e' entrato subito nel vivo con un
riferimento ai prossimi impegni degli otto grandi.
In
particolare, Obama ha rimarcato il ruolo cruciale della
presidenza Italiana del G8, quel consesso su cui ora poggiano le
aspettative internazionali per dare adeguate risposte
all'emergenza economica.
La telefonata al premier rientra nel giro di contatti
avviati da Barak Obama con i leader mondiali.
Il presidente eletto ed il presidente italiano sono
riusciti a contattarsi solo questa sera a causa dei reciproci
impegni.
Il Cavaliere era ieri a Mosca per il vertice
Italo-russo. Poi e' partito stamane per Bruxelles, quando in
America era ancora notte fonda, dove ha partecipato alla lunga
sessione del Consiglio europeo straordinario. Solo questa sera
e' stato possibile concordare tra i due staff la telefonata,
giunta dopo la conferenza stampa che Obama ha tenuto oggi a
Chicago.
Una prima presa di contatto, secondo quanto si apprende da
fonti italiane, per ribadire agli ottimi rapporti di amicizia,
alleanza e di lealta' tra Italia e Stati Uniti. Una telefonata
che si e' conclusa con i complimenti da parte di Berlusconi a
Obama per l'elezione a presidente e gli auguri di buon lavoro.
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