GIUSTIZIA: LUERTI PRESIDENTE ANM: MI DIMETTO PER EVITARE STRUMENTALIZZAZIONI
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14 mag. - Il presidente dell'Associazione
nazionale magistrati Simone Luerti ha annunciato che si
dimettera' dal suo incarico. Un gesto legato alle polemiche
seguite alla notizia di un suo incontro con l'imprenditore
calabrese Antonio Saladino, coinvolto nell'inchiesta Why not del
pm di Catanzaro Luigi De Magistris.
Gli effetti dell'inchiesta "Why
not" hanno "colpito" anche il presidente dell'Associazione
nazionali magistrati, Simone Luerti, che ha annunciato le
dimissioni dall'incarico dopo la notizia dell'incontro che ha
avuto con l'imprenditore calabrese Antonio Saladino, ex
presidente della Compagnia delle opere in Calabria, tra i
protagonisti principali dell'inchiesta avviata nel 2007 dal
sostituto procuratore Luigi De Magistris.
"Il senso di responsabilita' verso
l'intera magistratura, che mi ha determinato ad accettare, a suo
tempo, il gravoso incarico e desiderio di trasparenza mi suggeriscono
di rassegnare le dimissioni al Cdc al fine di evitare
strumentalizzazioni e condizionamenti esterni all'indipendenza delle
scelte dell'Anm".
E' quanto si legge nella nota con cui il presidente
dell'Anm Simone Luerti ha rassegnato le dimissioni al termine della
riunione della giunta del sindacato delle toghe.
Alla base della sua decisione, si legge, ci sono "recenti
articoli di stampa che hanno riportato informazioni incomplete e non
approfondite e un sostanziale travisamento dei fatti in danno
dell'immagine del presidente dell'Anm e di conseguenza
dell'associazione stessa".
Le dimissioni verranno formalizzate durante
la riunione del comitato direttivo centrale dell'Associazione
nazionale magistrati fissati per sabato prossimo.
L'inchiesta prende il nome da una delle societa' interinali
riconducibili proprio a Saladino, svelando, secondo l'accusa,
un presunto comitato di affari per la gestione di fondi
pubblici europei, fino all'affiliazione ad una loggia
massonica.
Nella rete della Procura della Repubblica di
Catanzaro sono finiti, mese dopo mese, anche l'allora
presidente del Consiglio dei ministri, Romando Prodi, l'ex
ministro della Giustizia, Clemente Mastella, con posizioni che
saranno successivamente archiviate, passando attraverso
ufficiali della Guardia di finanza, politici, imprenditori,
componenti dei servizi segreti e, tra gli ultimi, il presidente
della Regione Calabria, Agazio Loiero.
Dopo pochi mesi
dall'avvio, l'inchiesta e' stata avocata al pm De Magistris
dall'allora procuratore generale facente funzioni per essere
assegnata a un pool di magistrati, che sta proseguendo le
indagini con nuovi avvisi di garanzia e nuove perquisizioni, in
attesa di avere piena contezza di quanto sarebbe avvenuto con i
fondi europei e con i relativi bandi
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