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18 feb. - Un incendio e' divampato a
Lampedusa (Agrigento) nella struttura di contrada Imbriacola,
trasformata da diversi giorni in centro per l'identificazione e
l'espulsione dei migranti. Le fiamme avrebbero distrutto la palazzina
centrale e la lunga colonna di fumo e' visibile anche dal centro del
paese. Ad appicare il rogo, secondo le prime informazioni, sarebbero
stati gli stessi clandestini.
In mattinata erano scoppiati dei
tafferugli tra le forze dell'ordine e i clandestini e negli scontro
sarebbero rimaste ferite alcune persone.
La tensione era alta gia' da ieri, quando alcuni immigrati
avevano iniziato uno sciopero delle fame per protestare contro il
trasferimento di un centinaio di loro connazionali a Roma per il
rimpatrio coatto. Nel centro di contrada imbriacola si trovano al
momento 863 clandestini, in larga parte tunisini.
SINDACO LAMPEDUSA, FERITI TRA POLIZIOTTI E CLANDESTINI - Ci sarebbero diversi feriti,
soprattutto tra le forze dell'ordine, nell'incendio divampato nel
centro di identificazione ed espulsione di contrada Imbriacola a
Lampedusa (Agrigento). "Quindici poliziotti sono rimasti intossicati -
conferma il sindaco dell'isola, Bernardino De Rubeis -
Inoltre dalla struttura e' uscita pochi minuti fa una barella con un
immigrato. Non sappiamo ancora se all'interno della palazzina
distrutta dalle fiamme ci siano immigrati rimasti imprigionati e
morti. Se cosi' fosse chi e' responsabile di questa tragedia dovra'
risponderne davanti alla magistratura".
Dalle prime frammentarie notizie che arrivano da Lampedusa,
sembrerebbe che tra i feriti, trasportati al poliambulatorio
dell'isola, ci siano anche dei vigili del fuoco, intervenuti per
domare le fiamme. Le operazioni sono rese difficoltose dal forte vento
che spira sull'isola.
SINDACO LAMPEDUSA, EVACUARE IMMEDIATAMENTE CIE -
"DISEGNO DIABOLICO MARONI HA TRASFORMATO STRUTTURA IN LAGER" - "E' una vergogna. Bisogna
evacuare immediatamente il centro di identificazione ed espulsione". A
dirlo e' il sindaco di Lampedusa (Agrigento), Bernardino
De Rubeis, dopo i tafferugli scoppiati in mattinata tra i migranti
ospiti della struttura di contrada Imbriacola e le forze dell'ordine
e, soprattutto, dopo l'incendio appiccato nel centro che avrebbe gia'
provocato alcuni intossicati tra i poliziotti.
"Berlusconi - prosegue il primo cittadino - prenda il controllo
del fenomeno epocale dell'immigrazione dopo il fallimento del disegno
discutibile e diabolico del ministro Maroni di trasformare la
struttura in un lager. Chiediamo che chi ha sbagliato - conclude De
Rubeis - si assuma le proprie responsabilita' e paghi davanti la
magistratura".
SINDACO LAMPEDUSA, ORA ANCHE PERICOLO INQUINAMENTO ACQUA -
"NUBE TOSSICA STA RAGGIUNGENDO PAESE"
- "Stasera stessa emettero'
un'ordinanza per vietare l'uso dell'acqua piovana per uso alimentare.
La nube tossica che si e' sprigionata dall'incendio dei pannelli
coibentati del centro di identificazione di Lampedusa sta raggiungendo
il paese. Le fiamme sono alte sette metri".
A dirlo e'
il sindaco di Lampedusa (Agrigento), Bernardino De Rubeis, dopo
l'incendio scoppiato nel centro di contrada Imbriacola. I vigili del
fuoco sono riusciti a circoscrivere le fiamme, che hanno completamente
distrutto, pero', la palazzina centrale, e ad impedire che il rogo si
propagasse.
"Ci sono gia' degli intossicati tra i poliziotti e i vigili del
fuoco, e forse anche tra i migranti - prosegue il primo cittadino -.
Spero non ci siano anche dei morti. In mattinata sono scoppiati dei
tafferugli tra i clandestini e i poliziotti - racconta -. Mi hanno
detto che sono stati usati anche dei lacrimogeni. I migranti sono
esasperati e pronti a tutto. Da dicembre sono prigionieri della
struttura. E' una situazione che mette in serio rischio l'ordine
pubblico".
De Rubeis, che al momento si trova a Palermo, rientrera'
nell'isola in serata. Ieri e' stato ascoltato per circa due ore come
persona informata dei fatti nell'ambito dell'inchiesta aperta dalla
Procura di Agrigento sulle condizioni di sicurezza dei centri per
immigrati presenti a Lampedusa.
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