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08 nov. - Per la prima volta da quando è stato approvato dal
governo il decreto legge che disciplina il contrasto al fenomeno
dell'abbandono di rifiuti ingombranti a Napoli ed in Campania, tre
persone sono state arrestate per essersi liberate di materiale
voluminoso, scaricandolo direttamente in strada.
Il primo arresto e' avvenuto a Napoli, nel quartiere Pianura dove i carabinieri hanno sorpreso Vitale Varchetta, di 32 anni mentre abbandonava sul selciato rifiuti ingombranti, urbani, speciali e solidi.
L'uomo al momento dell'arresto ha detto di non essere a conoscenza del decreto. Il pm della Procura della Repubblica di Napoli, Valeria Gonzalez, ha pero' disposto che nei confronti dell'uomo si proceda con rito ordinario e non per direttissima stabilendo l'udienza di convalida entro i cinque giorni dall'arresto, avvenuto ieri. L'uomo è quindi a piede libero.
"Sembra - commenta l'avvocato Massimo Bruno, che difende Varchetta - un segnale della Procura per la quale probabilmente l'arresto debba essere previsto solo in particolari casi di violazione del decreto legge".
L'avvocato sta valutando la possibilità di sollevare una questione di illegittimità costituzionale nei confronti del decreto. "Appare violato - dice Varchetta - il principio di uguaglianza tra cittadini italiani visto che la norma si applica solo in Campania".
A Poggioreale i carabinieri hanno bloccato due persone. Gennaro Esposito, di 39 anni, e Erminio Beato, di 62 anni, entrambi della zona sono stati sorpresi dai militari mentre da un furgone scaricavano rifiuti urbani, speciali e solidi (buste di plastica, ferro, cartone, plastica, lattine, vetro e altri materiali) sulla strada in un'area non autorizzata per tale scarico.
Gli arrestati sono stati condotti nel carcere di Poggioreale.
Vitale Varchetta era stato arrestato e successivamente scarcerato in occasione degli incidenti che scoppiarono la sera del 20 settembre 2003, prima del derby Avellino-Napoli, e nei quali morì il giovane tifoso Sergio Ercolano.
Per quella vicenda è ancora in corso il procedimento. Varchetta fu portato nel carcere di Poggioreale a Napoli insieme con altri 13 ultrà della squadra azzurra. Resistenza aggravata e devastazione i reati contestati in quella circostanza. Il 6 novembre del 2003 la scarcerazione.
"Stava aiutando un parente che doveva ristrutturare la casa. Per questo aveva caricato sul triciclo i mobili che sono stati trovati in strada". Così la sorella, in attesa del rito per direttissima al quale sarà sottoposto l'uomo. "Vitale - dice - è disoccupato, si arrangia vendendo frutta nel quartiere".
Lo fa spostandosi sullo stesso triciclo che gli è stato sequestrato oggi dai carabinieri. Ha una compagna dalla quale ha avuto un figlio di sei anni ed un altro è in arrivo. "Speriamo - dice la donna - che non ne facciano un capro espiatorio".
"Chiunque in modo incontrollato o presso siti non autorizzati - è il testo dell'art. 6 del decreto legge pubblicato due giorni fa sulla Gazzetta Ufficiale - abbandona, scarica, deposita sul suolo o nel sottosuolo o immette nelle acque superficiali o sotterranee rifiuti pericolosi, speciali ovvero rifiuti ingombranti domestici e non, di volume pari ad almeno 0.5 metri cubi e con almeno due delle dimensioni di altezza, lunghezza o larghezza superiori a cinquanta centimetri, é punito con la reclusione fino a tre anni e sei mesi; se l'abbandono, lo sversamento, il deposito o l'immissione nelle acque superficiali o sotterranee riguarda rifiuti diversi, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da cento euro a seicento euro".
(ANSA)
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