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03 ott. - Italiani popolo di santi, poeti, navigatori e... ambientalisti.
Non tutti, certo, ma una buona maggioranza. Convinti che le
azioni quotidiane possano fare una reale differenza per
migliorare le condizioni ambientali. Nel 76% dei casi gli italiani pensano che sia un valore
aggiunto- di cui tenere conto nei consumi- l'attenzione
ambientale di un'azienda.
A rivelarlo e' un recente
studio promosso da Viscolube, azienda italiana leader in Europa
nella rigenerazione di oli usati, realizzato dall'Ispo (Istituto
per gli Studi sulla Pubblica Opinione) di Renato Mannheimer.
Nel 76% dei casi gli italiani pensano che sia un valore
aggiunto- di cui tenere conto nei consumi- l'attenzione
ambientale di un'azienda.
Nello specifico, se solo il 10% degli intervistati dichiara di
non adottare nel quotidiano comportamenti rispettosi
dell'ambiente, ben il 59% degli interpellati, si ritiene conscia
che il proprio contributo possa fare la differenza per la
salvaguardia del nostro pianeta.
Un disilluso 18%, invece,
ammette che pur assumendo un comportamento virtuoso difficilmente
potra' contribuire al problema mentre il restante 13% resta
sospeso e dubbioso.
Valori ancor piu' positivi si rilevano
interrogando gli italiani sui comportamenti quotidiani: l'80%
dichiara infatti di impegnarsi regolarmente perche' le proprie
azioni siano rispettose dell'ambiente.
Classificando quindi nel suo insieme atteggiamenti e
comportamenti dichiarati dal panel intervistato, emerge insomma
una divisione degli italiani e l'ambiente in 4 differenti
tipologie: gli ambientalisti motivati, la maggioranza (59%), che
coincidono con studenti o laureati residenti nei comuni di
piccole dimensioni; gli ambientalisti disillusi (18%), per la
maggior parte maschi e pensionati; gli ambientalisti dubbiosi
(13%), ossia donne e casalinghe residenti nel Sud e nelle isole;
infine i non ambientalisti (10%).
Un altro aspetto che emerge dall'analisi
Ispo riguarda il consenso che la popolazione manifesta nei
confronti delle aziende attente alle questioni sociali ed
ambientali. Un comportamento eticamente corretto sembra essere
considerato un valore aggiunto per l'attivita' aziendale,
premiato dal 76% del panel.
In sostanza gli italiani affidano un
giudizio migliore e sembrano fidarsi di piu' proprio di quelle
aziende sensibili alla sostenibilita' ambientale. Non solo in
termini sociali e caritatevoli, ma proprio come fattore
industriale competitivo in un'economia sempre piu' attenta al
contesto in cui si opera.
"I risultati della ricerca che abbiamo promosso rafforzano il
nostro impegno di azienda virtuosa e attenta alla sostenibilita'
sulla strada della continua ricerca della qualita', nella
consapevolezza che ogni sforzo in tal direzione portera' a
risultati importanti per l'azienda e il territorio,.
L'utilizzo di
processi tecnologici sempre piu' innovativi ci permettono,
infatti, di ridare nuova vita ad un rifiuto potenzialmente
inquinante per l'ambiente", ha commentato Giorgio Carriero,
presidente di Viscolube.
L'indagine e' stata effettuata su un campione di 1.000
cittadini rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne
per genere, eta', istruzione, condizione professionale, area
geografica e ampiezza demografica dei centri urbani di residenza.
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