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Ultimo aggiornamento: 05.07.2008 ore 17:53
balneabile il 91,3 % delle coste italiane Stampa E-mail
01/06/2007


E' questo il dato principale dell'annuale "Rapporto sulle acque di balneazione" del Ministero della Salute che presenta i dati sulla balneabilità delle acque italiane marine, lacustri e fluviali.

 

I dati derivano da un imponente lavoro delle strutture regionali, Arpa, e Asl che hanno controllato ben 4.667 punti di prelievo marini, 5.410 Km di coste, e circa 478 punti di prelievo lacustre e 7 fluviali, con 52.745 campioni/anno.

Costa balneabile ed inquinata per regione
Regioni Costa controllata
Costa inquinata
Costa balneabile
    km
%
km
%
Lazio
314,1
66,0
21,0
248,2
79,0
Campania
436,2
87,0 19,9
349,3
80,1
Veneto
104,0
11,2
10,0
92,8
89,2
Calabria666,9
666,9
67,5
10,1
599,5
89,9
Totale Nazionale
5410,3
469,0
8,7
4941,4
91,3
Abruzzo
117,5
9,6
8,2
108,0
91,8
Sicilia
1004,1
78,7
7,8
925,4
92,2
Publia
748,5
55,5
7,4
693,0
92,6
Sardegna
910,5
62,7
6,9
847,8
93,1
Marche
160,6
10,9
6,8
148,8
93,2
Emilia Romagna
102,5
2,8
2,7
99,7
97,3
Basilicata
60,3
1,6
2,7
58,7
97,3
Liguria
289,8
7,1
2,4
282,9
97,6
Toscana
397,6
7,9
2,0
389,7
98,0
Molise
35,1
0,7
1,9
34,5
98,1
Friuli V.G.
62,4
-
-
62,4
100,0

 

Confermato il trend di miglioramento rispetto agli anni precedenti. La balneabilità delle nostre coste è tra le migliori d'Europa, con una media che supera il 90%. E i controlli sono costanti, rigorsosi e sempre aggiornati.

L'annuale Rapporto sulla qualità delle acque di balneazione deriva da un programma di controlli molto articolato. La sorveglianza delle acque di balneazione costituisce infatti un momento importante della tutela della salute pubblica e questo spiega l'attenzione e l'impegno che il Ministero della Salute ha costantemente dato al programma ed alla sua attuazione.

Obiettivo del programma di sorveglianza è l'esatta conoscenza, sia sotto il profilo microbiologico, sia sotto quello fisico-chimico, dello stato delle acque marine, lacustri e fluviali e, quindi, l'identificazione sia delle situazioni di degrado ambientale che di situazioni, anche solo potenzialmente, pericolose. Ciò comporta la necessità, in particolare per Regioni e Comuni, di interdire alla balneazione i tratti di costa che non rispondono ai requisiti di legge, ricorrendo a provvedimenti spesso difficili, soprattutto per regioni a spiccata vocazione turistico-balneare, ed impopolari, ma indispensabili per raggiungere l'obiettivo della massima garanzia per i bagnanti.

La normativa italiana, a garanzia della salute dei cittadini, giudica non idonee alla balneazione anche le acque per le quali, a causa della incompletezza del monitoraggio, non possa essere espressa una valutazione. La normativa italiana in materia di acque di balneazione, già tra le più rigorose in Europa, impone criteri più restrittivi sia per i tratti di costa insufficientemente campionati che per quelli vietati per inquinamento microbiologico: i primi saranno interdetti alla balneazione fino a quando non sarà rispettata la frequenza di campionamento prescritta, le coste inquinate non potranno essere riammesse alla balneazione finché non saranno messi in atto gli opportuni interventi di risanamento e conseguente recupero.

Tale sistema, attualmente, rappresenta un momento di eccellenza nei programmi di sorveglianza sanitaria in Italia costituendo un data base affidabile ed utile per consentire di attuare e valutare, correggendole se del caso, le azioni di risanamento ambientale e di prevenzione sanitaria. D'altra parte, questa esperienza mostra come le sinergie operative e tecnico-scientifiche tra Organismi dello Stato Centrale e delle Regioni, anche nelle loro articolazioni territoriali, produca un effetto favorevole con miglioramento dell'efficienza e dell'efficacia del sistema. (Ministero della Salute)

 

 

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