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30/10/2006 |
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Effetto Serra
Pianeta a rischio, ma l'opinione pubblica non sembra sensibile al problema
Sempre più frequentemente ormai ci dobbiamo confrontare con studi e
ricerche che lanciano forti allarmi sulle conseguenze del mutamento
climatico del nostro pianeta.
L'ultimo, uscito oggi sui principali quotidiani, presenta uno studio
commissionato dal governo britannico, all'economista Nicholas Stern (ex
dirigente della Banca Mondiale) che dipinge uno scenario che prevede
per il prossimo futuro che una cifra che varia dal 5% al 20% del
prodotto interno lordo mondiale che dovrà essere speso per riparare ai
danni provocati dal cambiamento climatico che per effetto della
siccità, alluvioni, uragani, del collasso di interi settori agricoli e
dell'aumento del livello del mare costituirà un pericolo gravissimo per
l'economia mondiale, gli equilibri politici, e per il 40% delle specie
viventi. Oltre a ciò il "global warming" provocherebbe un esodo di 200
milioni di profughi in cammino per scappare dal deserto, l'esodo più
imponente della storia.
Su Repubblica, oltre a questo studio ne è stato pubblicato un altro sul
nostro Paese dal titolo che riassume perfettamente il contenuto del
pezzo "L'Italia tra siccità e monsoni e sui monti cresceranno le
arance".
Non so se si tratta di allarmismi eccessivi, di visioni apocalittiche
di ambientalisti o economisti ipersensibili, credo però che ogni tanto
dovremmo pensare un po' meno a Prodi e Berlusconi, alla finanziaria e
alle tasse e dedicare qualche minuto della nostra attenzione a questi
temi su cui mi sembra ci sia poca sensibilità da parte di tutti.
Voi attenti lettori del Clandestinoweb cosa ne pensate? Vi preoccupano queste notizie o le reputate solo infondati allarmismi?
E-mail: natascia.turato@ekmaricerche.com
Natascia Turato
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