| Sondaggio: per il 79% l'uomo è la causa dei cambiamenti climatici |
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| 25/09/2007 | |
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È l'uomo la causa principale dei cambiamenti climatici: questo è il risultato
di un sondaggio condotto in 21 Paesi dalla Bbc e diffuso in occasione del
vertice alle Nazioni Unite sul clima al quale hanno partecipato 150 nazioni.
È l'uomo la causa principale dei cambiamenti climatici: questo è il risultato
di un sondaggio condotto in 21 Paesi dalla Bbc e diffuso in occasione del
vertice alle nazioni Unite sul clima al quale hanno partecipato 150 nazioni. Il 79% degli intervistati si è detto d'accordo sul fatto che «le attività umane, comprese industria e trasporto, sono una causa significativa dei cambiamenti climatici»; il 90% si è detto convinto della necessità di un'iniziativa per contrastare l'attuale situazione, con i due terzi che esigono «misure radicali da attuare in tempi brevi». Gli italiani sono al secondo posto tra coloro che sono favorevoli a misure «molto rapide», con l'86%. Tra le 22.182 persone interrogate, tra il 29 maggio e il 26 luglio scorsi, nei 21 Paesi dei cinque continenti, il 65% sono del parere che occorra adottare «molto rapidamente misure significative», mentre il 25% le chiedono per gli «anni a venire». Il 6% giudicano invece tali misure «non necessarie». Le opinioni più favorevoli a misure «molto rapide» si registrano in Spagna (91%), seguita appunto dall'Italia e dalla Francia (85%). Nella parte bassa della classifica, i russi (43%) e gli indiani (37). Per quanto riguarda le misure da decidere, in 18 dei 21 Paesi la maggioranza si dice favorevole a limitare le emissioni di gas a effetto serra non solo nelle Nazioni più ricche ma anche in quelle in via di sviluppo. Solo tre Paesi - Italia, Egitto e Nigeria - ritengono non necessaria una limitazione delle emissioni da parte dei più poveri. Infine, il 73% degli intervistati sostiene al necessità di un accordo internazionale per la limitazione dei gas serra che comprenda anche i paesi in via di sviluppo: in cambio, questi otterrebbero aiuti finanziari e tecnologici dalle nazioni più ricche. Riguardo al problema del clima, «la popolazione, nei Paesi sviluppati come nei Paesi in via di sviluppo, è d'accordo per dire che un'azione è necessaria», ha commentato Steven Kull, direttore del Programma sugli atteggiamenti in politica internazionale dell'Università del Maryland (Usa), che ha diretto il sondaggio con la società GlobeScan. «È difficile immaginare un'opinione più favorevole a un' azione dei dirigenti nazionali in favore del clima», ha detto dal camto suo il presidente di GlobeScan, Doug Miller. (Fonte: LaStampa.it) |
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