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31 lug. - Il Cda dell'Aifa ha approvato questa sera a
maggioranza la pillola RU486, la pillola per l'aborto farmacologico.
Netta la maggioranza in Cda a favore dell'adozione della RU486: quattro
contro uno. Il via libera e' venuto dal presidente del Cda dell'Agenzia
Italiana del Farmaco, Sergio Pecorelli, e dai consiglieri Giovanni
Bissoni, Claudio De Vincenti e Gloria Saccani Jotti.
Ad esprimersi negativamente e' stato invece Romano Colozzi, assessore alle Risorse e Finanze della Regione Lombardia. -
La pillola abortiva Ru486 potra' essere utilizzata in Italia solo in ambito ospedaliero, cosi' come la legge 194 prevede per le interruzioni volontarie di gravidanza. Lo ha spiegato al termine della lunga riunione del Consiglio di amministrazione dell'Agenzia del farmaco, Giovanni Bissoni, assessore alla Sanita' dell'Emilia Romagna e componente del Cda.
Nelle disposizioni, ha aggiunto Bissoni, c'e' un ''richiamo al massimo rispetto della legge 194 e all'utilizzo in ambito ospedaliero. Dopo una lunga istruttoria e' stato raccomandato di utilizzare il farmaco - ha aggiunto - entro il quarantanovesimo giorno, cioe' entro la settima settimana''. Entro questo termine, infatti, le complicanze per l'uso del farmaco sono sovrapponibili a quelle dell'aborto chirurgico, ha concluso l'assessore.
Il CdA dell'Aifa si e' avvalso dei pareri del Consiglio superiore di Sanita' e ha raccomandato ai medici ''la scrupolosa osservanza della legge''. La decisione, ha voluto sottolineare l'Aifa in una nota, ''rispecchia il compito di tutela della salute del cittadino che deve essere posto al di sopra e al di la' delle convinzioni personali di ognuno pur essendo tutte meritevoli di rispetto''.
Gia' nel pomeriggio di ieri, il possibile via libera alla pillola aveva innescato una netta reazione del Vaticano, che aveva parlato di ''veleno letale'' e di ''delitto'' che comporta ''la scomunica'' della chiesa per chi la usa, la prescrive o partecipa a qualsiasi titolo ''all'iter''.
''Non sono stati chiariti alcuni punti oscuri del metodo relativi alla sicurezza nell'utilizzo'' della Ru486: e' il primo commento del sottosegretario al Welfare, Eugenia Roccella, la quale chiede ''chiarezza'' all'Aifa.
''Come ministero - aggiunge - dobbiamo garantire la compatibilita' con la legge 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza e dobbiamo garantire la sicurezza delle donne''. Soddisfatto il ginecologo torinese Silvio Viale (Radicali): ''Finalmente! prima di tutto e' una vittoria per le donne italiane, che da oggi sono piu' libere e hanno un'opportunita' in piu'''. ''Ma - aggiunge - la lotta continua perche' ora bisogna offrire l'aborto medico in tutta Italia''.
Il pericolo paventato dal sottosegretario al
Welfare Eugenia Roccella e' che con la pillola abortiva Ru486 si possa
arrivare a una ''cladestinita' legalizzata'' degli aborti. Il metodo
dell'aborto farmacologico con la Ru486, ha affermato, ''intrinsecamente
porta la donna ad abortire a domicilio, proprio perche' il momento
dell'espulsione non e' prevedibile'', in una sorta di ''clandestinita'
legale''.
LA CONDANNA DEL VATICANO, E' DELITTO DA SCOMUNICA: Per voce di monsignor Giulio Sgreccia, emerito presidente dell'Accademia per la vita, il Vaticano auspica ''un intervento da parte del governo e dei ministri competenti''. Perche' - spiega - non ''e' un farmaco, ma un veleno letale'' che mina anche la vita delle madri, come dimostrano i 29 casi di decesso. La Ru486 - afferma Mons. Sgreccia - e' uguale, come la chiesa dice da tempo, all'aborto chirurgico: un ''delitto e peccato in senso morale e giuridico'' e quindi comporta la scomunica 'latae sententiae', ovvero automatica.
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