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09 feb. - "Fiat ha dichiarato voler chiudere lo stabilimento di Termini Imerese. Secondo noi c'e' ancora spazio, ma prendiamo atto della decisione dell'azienda della riorganizzazione dei quattro stabilimenti. Con Fiat e' stato fatto invece un accordo per aumentare la produzione che passera' da 690 mila a 900 mila pezzi. E abbiamo chiesto che si impegni insieme a noi a trovare soluzioni sul piano industriale".
Cosi' il ministro dello Sviluppo economico Claudio
Scajola intervistato da Maurizio Belpietro nel corso di Mattino 5. Dopo
aver sottolineato come "su Termini il discorso e' chiuso", Scajola
tuttavia ha ricordato che ci sono "otto, dieci offerte per una
produzione diversa" "che stiamo valutando" e che saranno esaminate il 5
marzo nel corso del tavolo sull'auto.
"Valuteremo qual e' quella che
puo' garantire i posti di lavoro: abbiamo tempo un anno e mezzo".
Parlando invece dello stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco Scajola ha
spiegato che "soffre la crisi di produzione dell'Alfa Romeo ma c'e' un
accordo con Fiat perche' li' venga prodotta la Panda che attualmente
viene prodotta in Polonia e per questo per Pomigliano il futuro e' in
crescita".
Rispondendo poi a una domanda di Belpietro sui fondi
destinati al gruppo di Torino e alle osservazioni critiche del ministro
Renato Brunetta, Scajola ha fatto notare come "i 270 milioni destinati
alla Fiat sono serviti alla ricerca e agli investimenti e hanno
permesso a Fiat di diventare padrone di Chrysler. Questi fondi non
saranno restituiti ma sono un grande impegno per Fiat: quello di
sviluppare l'italianita' e la sua produzione in Italia".
Infine Scajola
ha aggiunto che prima di Marchionne Fiat ha dedicato poca attenzione al
settore auto, ma da quando Marchionne e' diventato amministratore
delegato "lo ha fatto diventare il suo core business".
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