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09 feb. - Ali Akbar Salehi, capo dell'Organizzazione iraniana per l'energia atomica, ha annunciato che Teheran ha iniziato la produzione di uranio arricchito al 20% presso il sito di Natanz. Lo ha reso noto l'agenzia ufficiale Irna. ''Da oggi abbiamo iniziato l'arricchimento al 20% a Natanz'', ha detto Salehi. L'annuncio della decisione dell'arricchimento dell'uranio era stato fatto domenica scorsa dal presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad destando le preoccupazioni della comunita' internazionale.
CAPO PROGRAMMA NUCLEARE CONFERMA, INIZIATO ARRICCHIMENTO AL 20%
MINISTERO ESTERI, SEMPRE APERTI AL PIANO AIEA -
Il capo del programma nucleare iraniano, Ali Akbar
Salehi, ha confermato oggi l'avvio delle operazioni per l'arricchimento
dell'uranio al 20%. "Il processo e' iniziato nella sala di ricerca
dell'impianto di Natanz dove e' stata preparata una cascata di 164
centrifughe per l'arricchimento al 20%", ha affermato Salehi, citato
dall'agenzia stampa iraniana Isna mentre si stava apparentemente
recando all'impianto.
"Questa cascata potra' produrre al mese fra i 3 e
i 5 chili di uranio arricchito al 20%, destinato al reattore per scopi
medici di Teheran", ha riferito Salehi, aggiungendo che il processo
verra' monitorato dagli ispettori dell'Agenzia internazionale per
l'energia atomica (Aiea), presenti a Teheran. Il portavoce del
ministero degli Esteri, Ramin Mehmanparast, ha intanto dichiarato che
l'avvio dell'arricchimento al 20% e' una questione separata dalla
proposta dell'Aiea di effettuare questo stesso arricchimento in Francia
e Russia.
"I colloqui sull'accordo per lo scambio dell'uranio possono
ancora continuare perche' dobbiamo costruire nuovi impianti nucleari
nel prossimo futuro per coprire i nostri bisogni energetici e medici,
dobbiamo considerare anche il combustibile necessario a questi nuovi
impianti", ha detto Mehmanparast. Ieri Salehi aveva annunciato
l'intenzione iraniana di costruire altri 10 impianti per
l'arricchimento dell'uranio nel corso del prossimo anno del calendario
persiano, che inizia il 21 marzo.
"Alcuni impianti hanno bisogno di
uranio al 3,5% e altri al 20%, per questo dobbiamo muoverci secondo le
nostre necessita' -ha detto il portavoce- abbiamo chiari progetti e
chiari diritti nucleari e non possiamo aspettare in eterno che gli
altri si decidano... La questione del reattore di Teheran e' umanitaria
e i malati non possono aspettare gli accordi politici". Mehmanparast si
e' infine scagliato contro le minacce occidentali di imporre nuove
sanzioni. "Sarebbero un errore e porterebbero ad un'altra impasse", ha
commentato.
L'Aiea aveva proposto all'Iran un piano per effettuare in
Francia e Russia l'arricchimento del combustibile necessario al
reattore di Teheran, usato per scopi di ricerca medica. Il piano e'
stato accettato dai paesi occidentali, ma l'Iran ha avanzato una serie
di obiezioni senza fornire una risposta definitiva.Salehi ieri sera
aveva precisato che se l'Iran riuscira' a trovare un accordo per lo
scambio dell'uranio, per ottenere dall'estero il materiale di cui ha
bisogno per alimentare il reattore di Teheran, cessera' l'attivita'
avviata a Natanz. ''In qualsiasi momento ci forniranno il combustibile,
cesseremo la produzione al venti per cento'', ha dichiarato, citato
dalla televisione di stato.
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