Dal governo Monti, con una direttiva indirizzata ai dirigenti della presidenza del Consiglio e a quelli del ministero dell’economia, arriva la stretta: basta con le spese di rappresentanza e con l’organizzazione di convegni che pesano sulle casse dello stato. Nella direttiva si menzionano anche i regali di valore superiore ai 150 euro che andranno prontamente restituiti oppure ceduti all’amministrazione di appartenenza.
Un bel cambio d’immagine per il premier dei sacrifici lacrime e sangue, che arriva dopo le ultime uscite non troppo felici del capo del governo sul tema del lavoro e del posto fisso.
Nella nota di Palazzo Chigi si legge: ”Il presidente del Consiglio in considerazione della primaria esigenza di rispettare gli obiettivi di finanza pubblica, ha diramato istruzioni per assicurare l’economicità e l’efficienza nell’azione amministrativa a tutte le strutture che dipendono dal ministero dell’Economia e delle Finanze e dalla presidenza del Consiglio”. ”Il fine è di assicurare non solo la puntuale e sicura osservanza dei limiti di spesa fissati dalle norme, ma anche di evitare spese non indispensabili o non ricollegabili in modo diretto ed immediato ai fini pubblici assegnati alle singole strutture amministrative, astenendosi dall’effettuare spese di rappresentanza, ed evitando di organizzare convegni, o altri eventi”.















