Si torna a parlare di Riforma del lavoro. Il presidente del Consiglio Mario Monti, tornato dagli Usa pensa solo ad approvarla entro marzo, con o senza l’appoggio delle parti sociali. Visto che a decidere, alla fine sarà solo il Parlamento il Governo studia un iter legislativo speciale che consenta di valutare ogni singolo aspetto del documento.
Potrebbero arrivare alle Camere più di un singolo decreto, magari una legge madre accompagnata dai decreti delegati, più specifici.
INDISCREZIONI - Un vertice bilaterale segreto per sbrigliare l’intricato nodo della riforma del lavoro. Così il premier Mario Monti e il leader della Cgil Susanna Camusso hanno pensato di portare avanti la discussione sull’articolo 18 in corso tra governo e sindacati per fare un passo avanti verso una proposta che andasse bene a entrambe le parti. Questo è quello che sostiene Repubblica: un incontro di cui nessuno era a conoscenza che si è svolto tra i due prima del viaggio negli Usa del premier.
E’ la prima volta che i due si confrontano in modo diretto dall’insediamento di Monti a Palazzo Chigi ed è lo stesso premier a richiederlo. Quello che ne esce fuori è una disponibilità a trovare un’intesa nei tempi stabiliti, che secondo quanto detto da Monti, dovrebbero corrispondere al mese di marzo.
ARTICOLO 18 E POSTO FISSO - Sul tavolo della discussione ci sono diverse cose, prima fra tutte la riforma dell’articolo 18 e la salvaguardia di chi perde il posto di lavoro. Poi l’interpretazione della “giusta causa” e il tanto agognato posto fisso per i giovani. Monti, sempre secondo le indiscrezioni del quotidiano, si è chiarito con il segretario riguardo alle polemiche scoppiate sulla “monotonia del posto fisso“. La discussione ora rimane alle sedi formali, sulla base dell’intesa costruita nel vertice.















