Che quest’anno l’Italia sarebbe entrata in recessione l’avevano detto. Ma la stangata sulla bolletta è arrivata proprio nel momento peggiore e il governo ha iniziato a pensare a come evitare di pesare troppo sulle tasche degli italiani. Nell’esecutivo è scontro tra il ministro dello sviluppo economico Corrado Passera, che vorrebbe recuperare soldi dai tagli agli incentivi per le fonti di energia rinnovabili, e il ministro dell’Ambiente Clini.
Il problema dell’energia è ancora più importante, secondo quanto detto da un sondaggio della Coldiretti che afferma che gli italiani spendono per trasporti ed energia circa il 19% del reddito familiare. Il fotovoltaico in Italia ha incentivi molto più alti degli altri paesi europei, da qui la decisione del ministro Passera di allinearli al resto d’Europa. Ma alla base degli aumenti delle bollette ci sono i costi delle materie prime, che influiscono sul prezzo finale di circa il 40%: un barile di petrolio costa l’8,5% in più rispetto all’ultimo trimestre, da qui l’aumento e l’intenzione di Passera di sfruttare “risorse italiane, giacimenti di gas e petrolio, non ancora sviluppati”.
La liberalizzazione del mercato del gas è un primo passo verso l’abbassamento dei prezzi di mercato, ma gli operatori chiedono un provvedimento ulteriore: vorrebbero che non fosse più l’Autorità a fissare ogni tre mesi i prezzi ma che il mercato fosse veramente libero.















