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28 giu. - ''La nuova regolamentazione non sara' un
motivo per ri-nazionalizzare il mercato dei capitali''. Lo ha detto il
governatore della Banca d'Italia Mario Draghi parlando nella veste di
presidente dell'Fsb al termine della prima riunione dell'organo. I
mercati sono tornati a livelli precedenti al fallimento della Lehman
Brothers nell'autunno scorso, anche se ancora non hanno raggiunto i
livelli pre-crisi. Lo ha detto il governatore della Banca d'Italia
Mario Draghi parlando nella veste di presidente dell'Fsb al termine
della prima riunione dell'organo.
Secondo Draghi dal crollo della Lehman ''molto e' stato fatto'' in termine di politica monetaria, di stimoli all'economia, macroprudenziale e di ricapitalizzazione. ''Se guardate agli spread e alla volatilita' - ha aggiunto - siamo tornati ai livelli prima del fallimento della Lehman''.
Non e' ancora il momento per attuare una exit strategy dalle politiche di incentivi e di aiuti all'economia messi in campo dai governi per combattere la crisi, ma bisogna ''discuterne per essere preparati'' è quanto ha affermato Mario Draghi.
''Non e' ancora il momento'' ha spiegato Draghi che ha citato ''la fragilita' dell'economia'' e il processo di ristrutturazione e rafforzamento dei bilanci bancari che non e' ancora completato. Secondo Draghi inoltre ''una exit strategy deve essere credibile e per farlo deve avere un sistema bancario riparato''.
Per Draghi comunque occorre discutere perche', quando arrivera' il momento, bisogna essere pronti data la complessita' della vicenda.
Vi sono ''segnali di miglioramento dell'economia mondiale e in alcuni mercati finanziari, specialmente nel mercato della raccolta'', ha continuato.
Secondo Draghi comunque permangono alcune fragilita' come la non completa ristrutturazione del sistema bancario, alcune criticita' nelle cartolarizzazioni e nella politica di prestiti delle banche che ''devono essere rafforzate per fornire un supporto alla ripresa''.
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