11 Giu. - di Antonio Creti - Mondiali, arrivano i dollari. Sarà lo sport più amato nel mondo. Sarà spettacolare e vibrante e terrà bloccati davanti agli schermi Tv mezzomondo. Ma è assodato da tempo  che i Mondiali in Sudafrica saranno i più ricchi e spendaccioni di tutti i tempi. 

Fin qui il Paese africano ha fatto le cose per bene. Intanto gli stadi, che a prima vista appaiono di straordinaria bellezza architettonica e di rara efficienza tecnologica (aree wifi, Tv al plasma e lcd, utilizzate anche a circuito chiuso e diffuse come funghi, sistemi di sicurezza dell'ultima generazione ecc.)

Sono 10 stadi, distribuiti in 9 città, mentre Johannesburg ne ha due: il Soccer stadio superstar della manifestazione inaugurale e della partita di finale e il Ellis Park, storico stadio dove il Sudafrica vinse i Mondiali di rugby nel '95 e che è stato completamente ristrutturato.

In conclusione, 5 stadi ex novo e 5 stadi completamente ristrutturati per un costo complessivo dell'operazione di circa 13-14 milioni di rands (1 miliardo e 400 milioni di dollari), quasi il doppio di quelli inizialmente previsti (6,7 milioni di rands) dal LOC, il Comitato Organizzatore che sia avvale dei contributi del Governo e delle quote della FIFA.

E qui parliamo soltanto degli stadi e non dell'insieme delle infrastrutture, dei servizi, delle spese per il personale e delle molteplici  attività di contorno. Non a caso Jacob Zuma, presidente della Repubblica, in un lunga intervista ha dichiarato: "E’ il più grande investimento della nostra storia e andrà oltre la Coppa del Mondo. Circa 65 miliardi di euro per le infrastrutture, così il Sudafrica ha battuto la crisi economica".

Fatto sta che in Sudafrica attualmente oggi almeno 2 milioni di perssone vivono in scatolette con tetti laminati e roventi, in infinite baraccopoli diseminate ai margini di autostrade fimmanti, nuove di zecca.

Insomma, anche per il primo Paese africano designato ad ospitare la kermesse mondiale, i campionati vanno ben oltre l'apsetto sportivi assurgendoa  volano di sviluppo e modernità.

Un po' come è sempre accaduto (vedi Mondiali in Cile, messico e Korea) un po' come sempre accade per le Olimpiadi (vedi Cina) e se vogliamo un po' come accadde per l'Italia che proprio puntando sulle Olimpiadi dei Roma 1960, apri l'epoca del boom economico e della modernizzazione non solo di Roma, ma dell'insieme del Paese (nascita delel autostrade, riammodernamento ferroviario, urbanizzazione  sportiva della Capitale e completamento del quartiere EUR).

E quindi, per il Sudafrica i Mondiali sono una scommessa per il futuro della nazione africana e per il temuto dopo-Mandela.

Ma in soldoni, a quanto ammonta il Business complessivo di questi Mondiali?

Al momento i ricavi previsti sono di circa 7 miliardi di euro, cent più cent meno, ma i più ottimisti puntano ancor più in alto arrivando addirittura a 10 miliardi di euro.

Dagli sponsor arriveranno circa 220 milioni di euro (Nike 104 milioni con 10 squadre sotto contratto), Adidas (85 milioni per 12 squadre) Puma (30 milioni per 7 squadre ma con l'Italia campione del mondo!).

Prendiamo alcuni esempi: Il Brasile di avvalle di 10 sponsor che fruttano 96 milioni di euro (con sulla maglia uno sponsor unico da 35 milioni).

L'Italia, campione del Mondo è ben lontana dai carioca, fermandosi a 30 milioni di euro con ben 27 sponsor. Il divario si spiega facilmente: i basialini hanno seezionato giocatori con maggior appeal di quelli italiani (Kakà ad esempio ha un giro d'affari di circa 20,4 milioni annui, Messi dell'Rgentina arriva addirittura a 35,8 milioni!).

I proventi dai diritti Tv sono di circa 2,3 miliardi. Dai biglietti arriveranno 1,7 miliardi, dal turismo sportivo 1,3 miliardi, da sponsor minori e merchandising circa 1 miliardo. Fatto sta che per diventare, partener FIFA, le aziende hanno dovuto sottoscrivere un contratto base da 125 milioni di euro (Armani, Vuitton) mentre la CocaCola si è ritagliata un ruolo da main sponsor sborsando 200 milioni cash!

Insomma, francamente, quando si parla di stipendi dei calciatori (vedi polemica innestata dal ministro Calderoli), si dovrebbe tener conto di una cosa soltanto: a fronte di ricavi di tal fatta, gli stipendi sono la voce di spesa la meno influente ed evidente. In assoluto!