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07 gen. - Nel 2008, anno segnato dalla travolgente crisi dei mutui subprime, le borse mondiali hanno bruciato 17mila miliardi di dollari di capitalizzazione. E' quanto emerge da uno studio dell'agenzia di rating Standard & Poor's. Le stime sono basate sul Global Broad Market Indices dell'agenzia, che comprende i 46 principali listini azionari del mondo
L'indice sui mercati emergenti e' sceso in un anno
del 54,72%, quello sulle piazze dei paesi industrializzati ha
perso il 42,72%.
Le perdite sono state limitate dai rialzi
registrati a dicembre, mese che - nelle parole di Howard
Silverblatt, l'analista di S&P che ha curato il rapporto -
"puo' essere definito un barlume di speranza".
Lo scorso mese,
infatti, 19 dei 21 mercati emergenti considerati e 22 delle 25
borse dei paesi industrializzati contate hanno riportato
guadagni.
"Mentre le banche centrali si apprestano a ridurre i
tassi e ad iniettare liquidita' nelle economie nazionali, i
mercati restano cautamente ottimisti mentre entriamo nel 2009 -
ha spiegato Silverblatt - Ad ogni, modo, come e' evidente dalle
enormi quantita' di liquidita' ancora inutilizzata, molti
mercati del mondo aspettano e vedono. Il risultato e' che
prosegue lo stato di estrema volatilita' finanziaria".
Le
performance peggiori hanno interessato le piazze delle grandi
economie emergenti: il Brasile (-57,35%), la Russia (-73,67%),
l'India (-64,51%) e la Cina (-53,21%). Le migliori performance
sono state registrate dal Marocco, che ha perso solo il 15,85%
e dalla borsa di Tel Aviv (-34,68%). Tra i paesi
industrializzati, maglia nera all'Irlanda (-69,94%), seguita da
Grecia (-66,50%) e Norvegia (-66,07%). Le migliori performance
sono state invece quelle del Giappone (-29,22%), della Svizzera
(-30,60%) e di Wall Street (-38,68%). Tra i singoli settori e'
andata peggio, come intuibile, al comparto finanziario, che ha
perso il 53,77%. Il comparto energia ha invece perso il 44,5%.
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