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03 feb. - di Ambrogio Crespi - Il legittimo impedimento è arrivato ieri
alla Camera ed è stato subito ritoccato
dalla maggioranza che ha apportato
due importanti ritocchi al testo: da un lato
per restringere il campo delle attività che
consentono legittimamente di evitare le
udienze per il premier, dall'altro per ampliare quello relativo ai ministri. L’Udc, che
aveva presentato modifiche in questa direzione, ha apprezzato la decisione della
maggioranza, come ha spiegato il vicepresidente dei deputati Michele Vietti. E
adesso che il testo, nonostante l’ostruzionismo, viene approvato punto per punto,
il vice capogruppo del Pdl a Montecitorio,
Italo Bocchino, punta l’indice sulle divisioni
dell’opposizione.
Onorevole Bocchino, sono davvero così
divisi a sinistra?
Giudichi lei: l’Udc vota con la maggioranza, l’Idv fa ostruzionismo e il Pd, al di là
delle grida di facciata, si esercita in un’op‐
posizione blanda alla mercé degli strattonamenti dei dipietristi.
Forse è un quadro un po’ di parte, non le
pare?
Oggi (ieri per chi legge, ndr) è successa
una cosa strana. L’opposizione aveva per
regolamento diritto a chiedere il voto segreto, ma non l’ha fatto. Sa perché?
No, me lo dica lei. Così ripristiniamo la regola che le domande le faccio io e le risposte le fornisce lei…
Sono così poco convinti che sia una cattiva
legge, che hanno paura che con il voto segreto alcuni dei loro si sfilino e votino con
noi.
Capito, come una volta: “nel segreto
dell’urna Dio ti vede, Stalin no!”. Ma questo legittimo impedimento è una buona
legge?
Intanto il legittimo impedimento esiste già
nel nostro ordinamento. Se il Capo del governo va in Israele, non può stare in tribunale. Il principio, come è noto, è stato sancito dalla Corte costituzionale. Il problema
è che è rimesso alla discrezionalità del giudice e, di questi tempi, abbiamo voluto
dare certezza a questa previsione norm
tiva. Ma si tratta di una norma‐ponte in
vista dell’approvazione del lodo Alfano
per via costituzionale, la legge che sancirà
l’immunità per le alte cariche dello Stato.
Il responsabile Giustizia del Pd, Andrea Orlando, dice che la maggioranza con
queste proposte di riforma mostra di
voler chiudere la porta al dialogo. Che ne
pensa?
Che siamo sempre stati apertissimi al dialogo! Ma scusi, ma se a proposito del processo breve siamo partiti da una proposta
firmata Finocchiaro e abbiamo proceduto
migliorandola, mi dice cosa avremmo dovuto fare di più? La verità è che l’opposizione è in mano alla componente
giustizialista che fa capo ad Antonio Di Pietro.
Lo stesso Di Pietro che chiude all’ipotesi
di Vincenzo De Luca come candidato governatore del centro sinistra in Campania…
La candidatura De Luca è abortita prima
di nascere. Ha tutti contro: in primis il governatore uscente, Bassolino, grande elet‐
tore del segretario nazionale Bersani. Poi
il sindaco di Napoli, Iervolino. E potrei andare avanti. Per non parlare delle forze
politiche, Idv in testa, che si sono dette
contrarie. Il fatto è che il centro sinistra in
Campania paga la fine di una stagione politica fallimentare.
Ritornando al legittimo impedimento e al
processo breve, quali sono i tempi di approvazione?
Per domani sera (oggi per chi legge, ndr)
il legittimo impedimento sarà approvato
alla Camera. Quanto al processo breve,
non c’è alcuna fretta, procederà secondo
l’iter normale e sarà migliorato, se necessario.
Ma se lo modificate tornerà al Senato. E
in maggioranza sono in molti, premier in
testa, a volere l’approvazione della legge
prima delle Regionali.
Non c’è nulla di straordinario in un passaggio in terza lettura al Senato. È cosa normale. Ciò che conta è produrre buone
leggi, non c’è alcuna urgenza di appro‐
varle prima delle Regionali. Il Clandestino
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