| 2.000.000 di bloggers in italia |
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| 02/09/2007 | |
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Facciamo
il punto su blog e i blogger, un fenomeno che sta acquistando sempre
più centralità. Ci sono blogger che scrivono su tutto, economia,
ecologia, futuro, storia, soprt, gossip, sesso,
In Italia dove blog e politica sono stati per un certo tempo egemonia dei Radicali ( i primi ad eleggere gli organi di partito attraverso un voto in rete) e di Beppe Grillo , negli ultimi mesi abbiamo visto un incremento di utilizzo di questo strumento molto forte: Enrico Letta pubblica nel suo sito il video che annuncia la sua candidatura alle primarie del PD, usando la rete come se fosse un canale televisivo e mostrando di avere poca dimestichezza con lo strumento. Francesco Storace ha dato una svolta alla sua lunga carriera politica pubblicando sul suo sito le dimissioni da AN. Daniele Capezzone , che proprio in questi giorni ha rinnovato il suo sito, ha fatto nascere in rete Decidere.it il movimento dei 13 cantieri ad alta velocità registrando un successo considerevole. Clemente Mastella a luglio ha aperto il suo blog (bruttino) dove pare che si diverta a rispondere direttamente a chi gli scrive e Gianfranco Micciche' , presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana, in una regione a bassa tecnologia, ha fatto registrare con il suo blog un successo di accessi e commenti di grande interesse, realizzando il primo blog live in occasione della celebrazione dei 60 anni dell'Ars. Il caso più eclatante è quello di Mario Adinolfi che con la qualifica di blogger si è candidato alle primarie del PD, realizzando grazie al suo blog una rete che gli ha consentito la raccolta delle firme e di svliluppare una campagna elettorale a forte radicamento territoriale. Anche se il principe dei blogger politici rimane Antonio Di Pietro , capace di usare tutti gli strumenti che la rete mette a disposizione: blog, you tube, second life e con le sue pillole direttamente registrate dal Consiglio dei Ministri si è garantito il primato di accessi, anche grazie all'appoggio dichiarato da parte del blog di Grillo. I politici che hanno il blog ormai sono tantissimi: Rosy Bindi , Pecoraro Scanio , Paolo Gentiloni , Bobo Craxi , ecc. non accalcatevi per cercare i blog di D'Alema, Veltroni o Prodi perchè non li troverete, gestire il rapporto attraverso la rete è faticoso e complesso ed è cosa seria, ed oggi considerato il fatto che gli italiani che leggono e scrivono sui blog sono quasi 2 milioni e che questo strumento è ritenuto il più credibile e affidabile ed è considerato a tutti gli effetti uno strumento di informazione, un'approccio sbagliato, furbesco può essere fatale per qualsiasi politico. Se entri in rete senza rete rischi di farti male perchè se i contributi ed i commenti sono filtrati, censurati od orientati la comunità dei blogger ti esclude e ti marchia. E' una dimensione dove la rappresentazione, la finzione e la pubblicità non reggono alle contraddizioni quotidiane a alle continue sollecitazioni a cui sei sottoposto. Inoltre l'Italia e la Spagna sono i due paesi che registrano il maggior numero di accessi nei siti della pubblica amministrazione, anche se esite un 40% circa di insofddisfatti rispetto a questi siti. Ma dobbiamo guardare al futuro e immaginare come il rapporto con la realtà, i fatti e la loro rappresentazione cambieranno nei prossimi anni e lo faranno più rapidamente di quanto fino ad ora è accaduto. Ho sempre avuto una particolare attenzione all'innovazione e alla tecnologia e sono rimasto folgorato quando Beppe Grillo me ne ha parlato nel dicembre del 2002. All'epoca non era ancora Beppe Grillo.it ma a latere del convention HDC come in una visione tracciò quanto sarebbe avvenuto negli anni a venire. Per carità possiamo non essere d'accordo con le sue idee, con il suo populismo digitale, con i suoi metodi e linguaggi, ma Grillo ha fatto nascere il primo e più importante blog italiano e intorno a questa iniziativa sono germinati migliaia di blog, è lui il padre di questo strumento. Detto questo, il verticale sviluppo delle tecnologie sta aumentando il divario culturale nel nostro Paese, vi sono cittadini tecnologizzati, velocizzati che leggono, scrivono, interagiscono, si informano e da qualche tempo agiscono, si mettono insieme, si organizzano, si mobilitano. Altri invece non hanno computer, non hanno ADSL veloce, non leggono giornali, non si organizzano, sospendendo ogni forma di partecipazione finendo ai margini, isolati. Questo secondo me rappresenta il problema maggiore, la tecnologia seleziona, separa e distingue e l'accesso alle tecnologie sta diventando un diritto fondamentale per la libertà degli individui e se le istituzioni , la politica, i governi, gli amministratori non se ne faranno carico saranno responsabili della creazioni di tribù e la società integrata e aperta che molti sognano diventerà un miraggio. La tecnologia e le sue applicazioni sono più veloci di ogni comprensione, il suo accesso è un diritto e non può essere regolato solo dall'economia e dai cicli industriali. Il nodo non sta nella quantità immensa di notizie che internet può darci e nemmeno nella qualità, il tema semmai sta nella semplificazione, nella comprensione, nell' organizzazione, nella selezione delle notizie che consenta di dare delle risposte non troppo dispersive. Un saluto all'ultimo arrivato, l'amico David Parenzo che proprio in questi giorni ha pubblicato il suo blog che sicuramente sarà di grande successo.
Ambrogio Crespi
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