| Al Gore e il Live Earth |
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| 09/07/2007 | |
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Il commento settimanale di Ambrogio Crespi sui fatti che ci accerchiano
Dopo il docu-film che ha vinto due Oscar e che ha fatto discutere tutto il mondo, Al Gore è il vero protagonista di questa fase politica internazionale. Peccato che questa sua sensibilità non fosse così presente negli anni in cui ha contribuito a governare il Paese più influente e inquinante del mondo. Questa immensa campagna di sensibilizzazione spero possa nascondere un'abile strategia che lo conduca in modo non convenzionale a candidarsi per la presidenza degli Stati Uniti e così potremmo pretendere di verificare se Al Gore sia il Kennedy dell'ambiente. Ma anche se fosse vero quello che va dicendo, cioè che non si vuole candidare, dobbiamo sperare per il bene di tutti che ha vincere le elezioni tra sei mesi sia un democratico perchè non potrà farlo senza il suo aiuto e allora, i temi che gli stanno a cuore non potranno che essere il perno del programma elettorale di qualsiasi candidato da lui appoggiato. Al Gore è un protagonista e lo è stato anche quando per un soffio ha perso le elezioni, nonstante avesse raccolto più voti di Bush. In quei giorni sembrava di vedere la fine di una carriere politica, in molti hanno pensato che non ne avremmo più sentito parlare. Oggi è diventato un guru mondiale per la denuncia e la difesa del più grande bene di tutti, la Terra mentre colui che lo ha sconfitto è finito nella polvere, travolto da una guerra più tragica del Vietman che si chiama Iraq e seppellito da un dissenso nel suo paese che nessun presidente è mai riuscito ad avere. Bush è inviso e disprezzato negli Stati Uniti ed in tutto il mondo, Al Gore invece è diventato una celebrità celebrata nei sette continenti. Questa non è la politica, questa è la vita e alla fine ciò che vale emerge, ciò che è vero prevale. Le menzogne, gli egoismi, i tradimenti, possono prevalere per periodi anche lunghi nella storia dell'umanità, e quello che stiamo vivendo e che stenta a concludersi è uno dei più lunghi e forse la sua data di inizio è stata nei primi anni 60 quando in modo ancora non chiaro a Dallas è stato assassinato JFK e successivamente il fratello Bob e poco prima Martin Luther King, è stato quello il periodo nel quale le speranze, le visioni e i progetti di un'intera generazioni si sono spezzati e a prevalere è stata la paura, il rimpianto, il risentimento e con essi gli inganni, i trucchi e le menzogne favorite dall'avvento di un elettrodomestico che proprio in quegli anni ha avuto il suo esordio: la televisione. Noi siamo vittime di quel mancato sogno, di quelle speranze infrante che oggi si alimentano nel Live Earth di Al Gore. La barbarie, il cinismo, la volgarità, le logiche del profitto e del successo a tutti i costi, il disboscamento dei diritti civili e umani, l'abuso delle risorse della Terra, tutto è stato vissuto come se non ci dovesse essere un domani, come se non ci dovessero essere responsabilità verso le generazioni future, come se i padroni del mondo di oggi lo dovessero essere per sempre, dimenticandosi che tra poco più di cento anni nessuno dei dieci miliardi di uomini oggi presenti sulla terra saranno vivi. Io mi augurio che la memoria dei futuri uomini e dei futuri abitanti del pianeta possa riconoscere a noi uomini di oggi la forza, la volontà e l'intenzione di rimediare e riparare ai danni fatti negli ultimi 50 anni. Ambrogio Crespi |
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