Sondaggi politici, elettorali, sondaggi d'opinione. Il sondaggio politico elettorale che fa opinione

Clandestinoweb
Ultimo aggiornamento: 29.08.2008 ore 02:00
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Editoriale
14/12/2006

Vi ricordate il 2001? Silvio Berlusconi aveva messo fine al Governo di centrosinistra con una netta vittoria alle politiche, preceduta da una striscia elettorale vincente che aveva avuto inizio con le Europee del '99. In quegli anni era stato capace di alimentare una speranza di cambiamento, poi mortificata in cinque anni di governo che lo hanno condotto, attraverso una sequenza impressionante di sconfitte, a cedere il passo anche se di poco nel 2006. Ma Berlusconi ha costituito la novità politica dell'ultimo decennio che si è consolidata e ormai rappresenta un modello che Prodi, suo oppositore, incarna pari pari.
A partire dal concetto che il governo fa male a chi governa, in questa era dominata dai leader chi paga il prezzo più alto dell'esposizione ai media sono proprio i leader stessi, è accaduto a Berlusconi, sta accadendo ora a Prodi.
La cosa sorprendete è come Prodi non riesca a differenziarsi, forse senza nemmeno rendersene conto e di seguire passo dopo passo il destino di chi lo ha preceduto.
Sul passato ha evocato, come Berlusconi, i buchi nei conti lasciati dal governo precedente, la mala gestio; sul presente ha denunciato l'impossibilità di fare meglio, rivendicando a suo modo il rispetto del suo contratto con gli italiani rappresentato dal programma dell'Unione; sul futuro sostiene che la sua medicina amara verrà compresa dagli italiani tra un pò di tempo e che quando si renderanno conto, torneranno a salire le simpatie nei suoi confronti.


Come Berlusconi minimizza le contestazioni, sottovaluta i sondaggi e accusa di propagandismo chi lo fischia, si richiama ad agguati, ad aggressioni prive di contenuto, a truppe cammellate, insomma la stessa tiritera che abbiamo sentito nei passati cinque anni.
Ma chi detta l'agenda è la televisione: hanno fatto impressione quei giovani che gridavano buffone sul sorriso stampato di Prodi che arrancava protetto dalla sua scorta. Sicuramente un sintomo da non sottovalutare, amplificato dalla tv, come del resto lo è stato il malore di Berlusconi, benché fosse il quarto episodio negli ultimi anni è diventato un caso perché ripreso da Sky.
Ma sono facinorosi propagandisti anche gli operai della Fiat o l'episodio è meno grave perché a prendere i fischi sono stati i sindacalisti? Sono facinorosi i ventimila poliziotti che hanno sfilato per le vie di Roma nei giorni scorsi? Oppure i Sindaci delle principali città italiane che appartengono per la maggior parte al centrosinistra?
Sono mesi che Prodi prende a calci nel culo tutti quelli che passano da palazzo Chigi, reagendo come un don Abbondio in trans, come sotto incantesimo. Bisognerebbe che qualcuno lo prendesse a schiaffoni per farlo ritornare in sè e gli spiegasse semplicemente che il dissenso nei confronti del suo governo è stratificato, motivato e sta diventando con il passare del tempo, risentimento e delusione. Per sua fortuna c'è Berlusconi che mette insieme due milioni di persone in piazza San Giovanni che è vivo e vegeto e che più si agita, più Prodi è al sicuro, non certo dai fischi dell'opinione pubblica, ma dagli agguati della sua coalizione senza guida che riesce ad ascoltare solo chi grida più forte, incapace di tenere una sola posizione unitaria.


Ma Prodi sostiene che nei prossimi sei mesi gli italiani misureranno l'efficacia della sua doloros
a ma necessaria azione di governo e questo dà l'idea dell'assoluta mancanza di strategia. I prossimi mesi saranno caratterizzati dallo scottante tema delle pensioni che già fa tremare la coalizione, saranno lacerati dalla vicenda dei Pacs, minacciati dalla riconta delle schede bianche che Camera e Senato hanno ordinato, dopo averci rassicurati sulla regolarità delle elezioni. In tutto questo caos, non ci si accorge nemmeno dei piccoli segnali di ripresa, come quelli registrati a Milano dove sembra che la spesa per i regali di Natale sia in aumento del 10% e poi chissà se i 100.000 precari regolarizzati da Fioroni e i 350.000 a cui è stata promessa un'assunzione si trasformeranno in voti, almeno per bonaria riconoscenza.


La verità è che i sogni son desideri di felicità, ma in politica si trasformano in incubi ossessivi e questa sfida infinita, snervante tra Berlusconi e Prodi è una finta, un'allucinazione, una rappresentazione priva di senso.
Le coalizioni si mischiano, si sovrappongono, dicono tutto e il contrario di tutto e alla fine non si capisce quale sia l'indirizzo, la visione, il progetto che differenzia i due schieramenti sui temi fondamentali per la nostra esistenza: sanità, energia, ambiente, informazione, o le tasse, le pensioni e via dicendo. Tutto si limita alla contrapposizione tra due persone ormai avanti negli anni che stanno trascinando un Paese vecchio e stanco in uno scontro sterile e quindi privo di futuro.




Ambrogio Crespi

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