01 lug. - di Ambrogio Crespi Le raccomandazioni, per il sindaco di Milano Letizia Moratti rappresentano un atto concreto verso chi si stima, d'altronde immaginare un politico che non fà raccomandazioni è come immaginare una bandiera senza asta.
Nicolazzi ex ministro socialdemocratico della Prima Repubblica ha rivendicato con orgoglio di avere “sistemato” metà dei suoi compaesani.
Certo essere scavalcato da un “raccomandato” è una di quelle cose che sentiamo profondamente ingiusta e ci fa “girare i maroni” ma quanti, disponendo della possibilità di avere una raccomandazione ci rinuncerebbero?
Dai diciamoci la verità, abbiamo visto che anche una “spintarella potente” non basta perché nessuno distrugge il proprio lavoro per soddisfare le ambizioni altrui. Agostino Saccà non ha selezionato le attrici “segnalate”, ma bensì quelle che servivano e garantivano il miglior risultato, di cui risponde pubblicamente.
Tutto ciò per dire che non mi associo al coro degli ipocriti puritani populisti che fingono di avere vissuto su Marte fino a ieri.
Quello che mi infastidisce è che per colpire Berlusconi non si esita a "sputtanare" chiunque abbia la sventura di incrociarlo. E penso a quelle "giovani attrici" che hanno la responsabilità di avere cercato una scorciatoia, modalità diffusissima nell’ambiente cinematografico e televisivo. Le relazioni, le conoscenze sono considerate nel mondo dello spettacolo una condizione fondamentale per la carriera di chiunque, ma soprattutto di chi è avvinto da ambizioni non commisurate al talento.
Quello che mi infastidisce è che per dare del “magnaccia” a Berlusconi non si esita a mettere il marchio di “meretrici” ad alcune ragazze e sbatterle come quarti di bue sul bancone della macelleria mediatica.
Quello che mi infastidisce è la perdita della misura, lo ”scontro sulle veline” riesce ad occultare ed a prevalere su tutto, in un momento difficile per il nostro Paese in cui le questioni che attanagliano il nostro futuro stanno assumendo aspetti sempre più seri e drammatici. E per cosa?
Le avete ascoltare le telefonate di Silvio Berlusconi? Quelle sarebbero "raccomandazioni’"? Mai un richiamo alle qualità artistiche o professionali, semmai la preoccupazione di dimostrare un interessamento, che non si esprime mai con genuina convinzione e tutto poi si mischia si sovrappone, si confonde, parziale e noioso come il buco di una serratura. Ambrogio Crespi