Vietato vietare
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Quanti bei divieti! Divieto di pubblicare intercettazioni che riguardano la sessualità, divieto dei telefonini nelle scuole, divieto di bere per chi guida, divieto di trasmettere immagini porno, insomma è circa un mese che sento parlare di divieti. Per carità alcuni sono veramente indispensabili, se devi guidare e non vuoi finire macellato sulle strade sarebbe opportuno non bere, se vai a scuola, sarebbe opportuno non usare il telefonino ma prestare attenzione alle lezioni, insomma siamo di fronte all'ovvio, ma non si può regolare il buon senso e la buona educazione con i divieti, semmai è un problema culturale. Per quanto riguarda le intercettazioni, l'intervento del Garante è stato puntuale sulla vicenda Sircana ed ai più appare come un antidoto al mitologico archivio segreto di Corona. Ma se è tempestivo per Sircana, appare tardivo per il Paese. Sono state sputtanate migliaia di persone e l'ultima delle Veline, per quanto mi riguarda, ha la stessa dignità del portavoce del Governo. Semmai per un politico la condotta privata può avere un valore, quella di una Velina o di un calciatore nessuno. Per quanto riguarda il porno, criptarlo significa semplicemente alzarne il valore economico e rilanciare il mercato dell'home video, e del resto la vicenda "Vallettopoli" ha rappresentato per Schicchi un grande lancio promozionale al Mi-Sex. E se i diritti di Schicchi sono uguali a quelli di Sircana i suoi interessi sono sicuramente diversi. Esistono e non si capisce bene perchè, gli ordini professionali tra cui quello dei giornalisti, e se tale Ordine non riesce nemmeno ad autoregolamentare una vicenda come questa credo sia venuto il tempo di prendere in considerazione l'idea che vada abolito. Ma a parte le vicende che dovrebbero regolamentare il buon senso e l'educazione, il problema non è che i ragazzi filmino i palpeggiamenti della prof. o le botte al compagno handicappato, bisognerebbe fare in modo che le prof. si attengono all'insegnamento e che gli handicappati vengano rispettati e se la scuola non riesce a fare questo denuncia il proprio gravissimo fallimento. Il porno, come le intercettazioni attengono al comune senso del pudore e allora io credo che sia più offensivo della rappresentazione di una "scopata" ripetitiva e noiosa come quella rappresentata nel porno, taluni palinsensti che degradano e umiliano l'umanità dandone una rappresentazione raccapricciante. Basti pensare ad alcuni tg mandati in onda in prime-time dove la rappresentazione dettaglata di delitti scuote più di qualsiasi altra cosa il senso del pudore. Non è moralismo, ma non credo che la nostra società si migliori partendo dalle abitudini sessuali, semmai da come essa si rappresenta nel consesso civile. Allora quando si usa la parola divieto, anche se per motivi, giusti si riducono gli spazi di libertà e consapevolezza e la possibilità di una società di evolvere.
Ambrogio Crespi
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