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Ho messo la sveglia all'alba, sabato 2 dicembre, per percorrere la penisola ed andare a verificare di persona cosa sarebbe accaduto a Roma in Piazza San Giovanni. Un serpentone infinito di pullman avvolti da bandiere e bandane mi ha accompagnato città per città, autogrill per autogrill e poi ecco piazza San Giovanni, francamente impressionante un milione, due milioni, non saprei dire, tanta gente, magari non abituata a sfilare per le strade, un pò disordinata ma complessivamente allegra ed entusiasta.
Ho assistito così alla rinascita di Berlusconi che una settimana fa sveniva tra le braccia di Scapagnini e sabato troneggiava come una cometa alla testa di due milioni di italiani icazzati. La retorica della democrazia, fa si in questi casi che i precari governanti di questo Paese abbiano sottolineato le differenze, ma applaudito la gente in piazza e la libertà di manifestare, e ci mancherebbe altro!
Solo Prodi piccato, si offendeva per gli sberleffi e gli insulti, in fondo ben riposti, frutto della sua arroganza e dell'ncapacità di farsi capire, di farsi amare.
Dice che fra 6 mesi tutti capiranno, ma cosa debbono capire? Le idee gli italiani se le sono fatte adesso e Prodi è colui che più di tutti ne è responsabile, coadiuvato da una maggioranza di governo che di unitàha solo il nome.
Nel vedere quella spianata di teste innanzi a me mi domandavo a 35 anni, dove porre le mie speranze per il futuro, con chi condividerle e dove avrei puntato la prua negli anni a venire. Tutto è cosi confuso, sovrapposto, tutti dicono le stesse cose e fanno cose diverse da quelle che dicono, parlano di amore, equità, giustizia mentre si scannano imbrogliandoci ed imbrogliandosi reciprocamente.
Dove riporremo, dove riporrò le mie speranze? Con chi potrò ricostruire un mondo giusto, sano, vero? Con quella spianata di 2 milioni di persone davanti a me guidate da una cometa così ripetitiva, divertente e noiosa?
Le parole non cambiano mai, la musica è sempre la stessa, ma la gente sceglie il suo leader, e Berlusconi è indiscutibilmente il leader di questo popolo e mi domando: dove lo porterà? La sua rinascita cosa produrrà? Sarà ancora lui a governare questo Paese nei prossimi anni? Avremo un Presidente del Consiglio ottantenne? Perchè no? Quanta pazienza avrà il fidato Fini? Due milioni di persone stipate in una piazza senza un fine, senza una strategia, solo ad applaudire il proprio leader, a celebrarlo, a festeggiarlo.
Ma tutto questo dove porterà? Quali frutti darà questa terra? Un popolo senza un leader può vivere, moltiplicarsi ed evolvere, ma un leader senza popolo è una contraddizione di termini.
Berlusconi ha bisogno dell'nergia, della forza della sua gente e mi chiedo: continuerà a ripetere un io infinito, egioco e stonato o finalmente ascolterà la voce di questo popolo e saprà rappresentarla, incarnarla? Francamente non credo. Così come non credo che Prodi sia un leader che governa un popolo che ogni giorno di più perde un filo di quella speranza che aveva risposto in lui. Ed allora che dire se non vedere nei miei 35 anni una consolazione, la mia età come unico vantaggio. Tra qualche anno racconterò ai miei figli ed ai miei nipoti la storia di Prodi e Berlusconi come di un antico passato e spero allora che il mio futuro sarà...
Ambrogio Crespi
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