| aria nuova |
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| 23/04/2007 | |
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La stagione dei congressi si è chiusa, prima lo Sdi, poi i DS e la Margerita. Sembra che siano tornati a parlarsi, certo ghrazie a Dio non tutti la pensano allo stesso modo, ma finalmente si parlano e non si insultano. L'accoglienza riservata al congresso di Firenze a Berlusconi spero non sia il prologo di un inciucio che faccia quadrare gli interessi su Telecom, ma il primo passo per dotare questo Paese degli stumenti idonei per progredire. Ma non c'è dubbio che un certo moderato fermento si è diffuso nell'opinione pubblica, moderato e diffidente. Forse anche spronati dall'entusiasmo dei francesi, gli italiani hanno ricominciato a buttare un occhio alle cose della politica come da tempo non capitava. Questa volta la chiave di volta non sono i media, giornali e tv che hanno e stanno sempre più perdendo credibilità, schiacciati da conflitti di interesse e contraddizioni epocali, la partecipazione la si misura su internet, nei blogs e nelle community. Il contrappasso è che i politici che non frequentano questo mondo rischiano di non accorgersene e di cadere in depressione, affermando la loro inadeguatezza e se non comprendono i mutamenti della nostra società ne verranno superati. In Francia il cuore della sfida elettorale per il primo turno è stato proprio internet la seconda Rivoluzione Francese. Per la prima volta, una campagna elettorale si è combattuta anche e soprattutto a colpi di blog. La Royal ha investito in rete ben due milioni di euro, Sarkozy un milione, Bayrou 500 mila. I blog sono diventati il vero luogo di incontro con i cittadini, il nuovo mezzo attraverso cui essere vicini alla gente. Sono stati milioni, gli internauti che sono passati con disinvoltura da un blog all'altro. Ma non c'è un'equazione tra investimenti nel web e incremento di voti. Il web non risponde alle leggi del mercato pubblicitario è altra cosa. Internet è sicuramente utile per comunicare e promuovere le proprie idee, quindi è necessario avere idee e saperle rappresentare mettendosi in gioco, non è uno strumento di persuasione occulta. Alcuni osservatori, vedono il Web solo come una forma di partecipazione e di propaganda, ma non viene visto dagli specialisti dei sondaggi e della comunicazione, come un mezzo in grado di smuovere l'elettorato. Un sondaggio di queste ore, avvisa che solo il 24% degli Internauti, pensa che essere online, porti ad una scelta di voto. Eppure, i candidati francesi hanno voluto i blog e hanno considerato il web come una nuova arma comunicazionale, non aggiuntiva, ma parte integrante della loro performance, uno strumento capace di sedimentare identità e valori condividendoli nella relazione con la gente, questo è difficilmente misurabile dai sondaggisti e dai pubblicitari abituati a misurare il mondo con i "grp". Ma in Italia come navigatori di Internet siamo all'avanguardia anche se le campagne elettorali sembrano non accorgersene ancorate come sono ancora al vecchio e caro volantinaggio, al porta porta. Ambrogio Crespi |
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