| Asini in bagnara: 1°Giuffrida, 2° Fassino, 3°Migliavacca. Pd sondaggi a confronto di Ambrogio Crespi |
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| 30/07/2007 | |
Asini in Bagnara*
Il commento settimanale di Ambrogio Crespi sui fatti che ci accerchiano
Tempi duri per chi come me in un editoriale deve cogliere l'attenzione di chi legge. Il caldo opprimente di questi giorni ci spinge inesorabilmente verso le vacanze ma più che la canicola è la sequenza incredibile di fatti e notizie, la cui collocazione nello spazio e nel tempo non è cosa da poco. Tre sono i fatti che mi hanno lasciato esterefatto
Francesco Giuffrida: è il funzionario della Banca d'Italia su cui si è basata l'ampia pubblicistica anti-berlusconiana. E' quel funzionario "coraggioso" che per primo nell'analizzare i bilanci Mediaset e Finenvest ha posto seri dubbi sulla natura dei capitali con cui l'impero di Berlusconi è stato fondato. E' chiaro che se la provenienza dei capitali di un impero di così grandi dimensioni appare oscura si legittima giustamente le più diverse ipotesi: ricilaggio, mafia, ecc. Questo è un fatto che noi tutti in questi anni abbiamo dato per scontato e tutti in questi anni abbiamo detto che non è possibile costruire un tale impero senza scendere a compromessi, senza fare carte false. La morale comune tende ad essere indulgente con un imprenditore, meno quando questo diventa un politico. Tutto questo è stato spazzato via in un solo colpo dallo stesso Giuffrida che in un modo assolutamente sorprendete si è rimangiato tutto, attraverso un patteggiamento con l'azienda stessa. E allora? I soldi con cui Berlusconi ha costruito il suo impero hanno un' origine legittima, legale? Che diranno Marco Travaglio e Peter Gomez che hanno fondato sul teorema di Giuffrida decine di pagine dei loro libri e a cui io francamente non ho avuto ragione di non credere?
Maurizio Migliavacca: qui a fianco vedete il volto di Maurizio Migliavacca e i più si domanderanno "Chi è costui?" E' il tutore dell'ortodossia del Partito Democratico, è colui che ha detto no alla candidatura di Pannella-Bonino alla guida del PD, ma nelle motivazioni di questo no troviamo l'assoluta coeranza del male che c'è nel nostro Paese. Migliavacca che nel suo curriculum ha la militanza nella commissione che ha varato la sperimentazione del famigerato voto elettronico nelle scorse elezioni politiche, chiede ai radicali di sciogliersi. Ma come si fa a chiedere ad un partito che non esiste di sciogliersi? E come si fa ad anteporre l'idea di partiti a quella di uomini? Come fa il Partito Radicale ad essere un limite all'adesione al PD per Pannella e Bonino? In sè il Partito Democratico può essere un'occasione per tutto il paese che non può essere gestita e amministrata da burocrati. Anche se il ticket Pannella-Bonino, questo tandem, a me risulta incomprensibile poichè non capisco come questa unione di fatto possa continuare a rappresentarsi e perchè non è legittima una candidatura Pannella e una candidatura Bonino che io vedo e percepisco come due cose separata e distinte. Questo non toglie però che buttando fuori i due radicali si voglia affermare che il PD sia cosa loro, anche se sarebbe sufficente per Marco ed Emma iscriversi ad un partito che ancora non esiste per legittimare la propria candidatura che al di là delle liturgie e delle burocrazie non è ritenuta adeguatamente democratica dal signor Mogliavacca. Ma chi è costui?
Ambrogio Crespi
* Bagnara:è la tipica cantilena con cui gli ambulanti di Palermo attirano gli avventori al broprio banco
PD Primarie: sondaggi a confronto
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