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Clandestinoweb
Ultimo aggiornamento: 09.07.2008 ore 07:51
Quante croci sulle strade Stampa E-mail
15/07/2007
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Il commento settimanale di Ambrogio Crespi sui fatti che ci accerchiano

Le nostre strade sono diventate dei cimiteri, non c'è incrocio, strada o super strada che non abbiano legato ad un palo un mazzo di fiori e una foto avvolta in una busta trasparente, veri mausolei, templi al dolore inutile senza ragione e speranza.

Non c'è fine settimana che le cronache non finiscano con un bellettino di guerra, morti e feriti a migliaia, veri suicidi di massa.

dependance_alcool34_img.jpgIn questi ultimi giorni però i media ci hanno consegnato un aspetto diverso, ubriachi a bordo di bolidi impazziti impazzano per il nostro paese, un ventiquattenne ubriaco è piombato sull'auto di una famiglia ammazzando tre bambini, un altro a cui avevano sequestrato la patente per ben tre volte ha amazzato una diciasettenne all'uscita di una discoteca. Nel secondo caso il pirata è stato arrestato nel primo è a piede libero e dall'incidente ha riportato ferite guaribili in quattro giorni.

Quest'anno abbiamo avuto 5.500 vittime della strada, si tratta di una vera e propria emergenza e ora il Governo corre ai ripari. Il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, ricorda che "il governo si è già mosso presentando un disegno di legge già approvato dalla Camera. I controlli aumenteranno e le sanzioni saranno più severe per i tre livelli previsti: multe, ritiro della patente e arresto." Tardivo ma almeno speriamo che non faccia la fine della patente a punti.

Intanto in Italia una della prime cause di mortalità tra i giovani sono, purtroppo, gli incidenti stradali, ma questo non riguarda solo i giovani ma tutti.
Giusto per fare delle statistiche: in Italia nel 2006 sono rimasti vittime di incidenti mortali 3446 persone, mentre nel mondo si stimano un milione e duecentomila morti e circa 50 milioni di feriti anche con invalidità permanenti.

Le cifre sono molto preoccupanti non soltanto sotto il profilo umanitario ma anche sociale; infatti, il costo degli incidenti arreca un danno di 34,733 milioni di euro (dati riportati dall'ACI) ripartiti per spese mediche, legali, amministrative, giudiziarie...

Le cause degli incidenti stradali non sono solo gli ubriachi ma gli stessi avvengono anche per colpa di molte strade non idonee che alcuni definiscono "strade killer". Da poco ci si è messo pure l'utilizzo del cellulare in auto in maniera impropria.

Ma naturalmente i motivi principali rimangono sempre l'alta velocità, la guida in stato d'ebbrezza, l'imprudenza che rappresentano le cause principali che provocano incidenti anche mortali e molte di queste stragi avvengono proprio il sabato sera e coinvolgono nella maggioranza dei casi i giovani.

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Ed ecco gli imputati: da una parte la vendita di super alcolici, dall'altro lo spaccio di droga, agli orari e all'inquinamento acustico verso i quali il giovane è sottoposto. Che agiscono su una generazione di irresponsabili che fa uso di droghe, si ubriaca e poi "normalmente" si mette alla guida della propria auto (magari anche di grossa cilindrata) mettendo a rischio la propria e altrui vita. Le case automobilistiche fabbricano e pubblicizzano auto (anche utilitarie) sempre più potenti e veloci che vanno oltre i 200 km/h. Fatti che uno per uno di per se non rappresentano tragedie ma che insieme determinano una miscela criminale da cui nessuno si può chiamare fuori, non ci sono innocenti!
Nessuno fa la propria parte fino in fondo: non le famiglie, i genitori, non la fa la politica, le istituzioni, le forze dell'ordine, la case automobilistiche, i produttori e rivenditori di alcolici e soprattutto non la fanno i ragazzi che non si possonno nascondere dietro le colpe di una società, di una comunità che non è all'altezza di generare modelli che neghino certi comportamenti.
Gli Stati Uniti non sono certamente un modello per tutto, ma in quel paese se guidi in stato di ebrezza finisci in carcere. In un paese dove tutti girano armati è considerato un grave crimine quello di guidare ubriachi, ed è una mannaia che non risparmia nessuno, nemmeno Paris Hilton che si è fatta tra le lacrime un mese di cella, nè il figlio dell'ex Vice-presidente Al Gore per citare solo i casi più recenti. Da noi si può piombare su una famiglia innocente, decimarla e finire a piede libero.
Una legge fortemente proibizionista come quella voluta da Fini sulla droga non ha certamente fermato la diffusione e l'incremento di utilizzo tra i nostri ragazzi, che si rimbecilliscono di alcol e si ammazzano con la droga, si rincoglioniscono nelle discoteche e inseguono fondamentalmente due valori il successo e il denaro. E' in questo contesto che personaggi come Corona diventano dei modelli, rappresentando una modalità disinvolta e cinica per raggiungere quei due obiettivi. Purtroppo questo modello esasperato trova riscontri nella politica, nello sport e in tutti i settori della società civile che non riesce a rappresentarsi, a costruire e a definire un modello positivo nel quale i giovani possano riconoscersi.
L'estetica, l'apparenza, l'apparire, il disincanto, la solitudine non sono alibi, non sono pretesti socioligici, ma sono disagi, scollamenti, elementi disgregativi di un'intera comunità che vede proprio la famiglia, primo cardine della nostra struttura sociale, minata nelle sue fandamenta e tutelata da ipocrisie e ipocriti come la Chiesa Cattolica che proprio la settimana scorsa, negli Stati Uniti, per non finire in tribunale con l'accusa di pedofilia, ha versato 660 milioni di dollari alle famiglie delle 508 vittime. Ed ecco ancora il denaro capace di scansare le responsabilità, di rendere non tutti uguali e se la politica utilizza questi temi per fare propaganda e aumentare il proprio consenso, agitando fantasmi populisti e proibizionisti, ecco che i danni ai giovani si moltiplicano e diventano permanenti.
I giovani non possono essere terreno di manovra elettorale perchè rappresentano il nostro futuro, come non possono essere solo un target commerciale perchè rappresentano il nostro futuro, non possono essere usati per fare notizia, destare scalpore, aumentare l'audience perchè rappresentano il nostro futuro. Che è l'unico che abbiamo.
Ambrogio Crespi




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