Sondaggi politici, elettorali, sondaggi d'opinione. Il sondaggio politico elettorale che fa opinione

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Ultimo aggiornamento: 20.11.2008 ore 17:25
Dico e Ri-dico Stampa E-mail
12/02/2007
direttore.png Dico è un bel nome, suona bene, è un imperativo educato. I Pacs all'italiana hanno preso le distanze da rappresentazioni allucinanti come il “Cuneo fiscale”.

Ma al di là del nome, del brand, a me pare che la strategia del centrosinistra, del Governo dell’Unione sia ormai chiara: “Per fare le cose giuste tutti devono essere scontenti”. Non è una mia provocazione dialettica, sono le parole del Presidente del Consiglio dette durante la battaglia sanguinosa della finanziaria, dove il suo paradigma era che se Sindacati, Confindustria, opinione pubblica, giornali, opposizione fino a parti della sua maggioranza, non esprimevano consenso verso la finanziaria, questo significava che la finanziaria era giusta.

E’ questo paradigma che rischia di diventare la caratteristica del secondo governo Prodi che sembra ormai essere applicato a tutto, ad esempio al Partito Democratico, anche in quel caso, vengono messe insieme persone, idee, identità che di stare insieme pare non ne abbiano nessuna voglia. E se qualche tempo fa l’unità del centrosinistra era una priorità per gli elettori, è tutto da verificare se questo desiderio legittimo si incarni nel Partito Democratico.

Questo è stato valido anche per la vicenda dei Dico: la Chiesa Cattolica non è contenta e non lo sarebbe mai stata anche se ci fossero stati i “Dico di meno” avrebbero preferito un ”Tutti zitti”. Non è contenta l’opposizione e questo è naturale e non sono contente parti significative della maggioranza che stanno su posizioni diverse, come si fa a scontentare Mastella e Pannella nello stesso momento? Ma ancor di più quelli che appaiono meno contenti sono una parte rilevante dei cittadini a cui i Dico sono rivolti, gli omosessuali. E allora perché fare una cosa che riesce a scontentare tutti coalizzando chi la pensa in modo opposto?

La strategia di questo Governo produce consenso tra i propri detrattori ed è capace di trasformare i propri amici in alleati degli avversari. Geniale! Mi sono chiesto: “Ma come è possibile che questo avvenga?” “A quale ordine delle cose appartiene?” “Come è possibile che persone intelligenti non riescano a comprendere quanto conta in democrazia il consenso dell’opinione pubblica?”. Certo il mago del consenso a tutti i costi, Silvio Berlusconi, non è messo bene. E’ vero che in questo momento è in una situazione di grande popolarità e come al solito per demerito degli altri più che per il proprio, ma sarà molto impegnato nei prossimi mesi a gestire il consenso di ciò che resta della sua coalizione, oltre che della sua famiglia.

Ma voglio essere positivo, visto che non posso immaginare che siamo governati da degli stolti, io credo che si tratti della sindrome del professore, è tutto lì il problema. Prodi, Padoa-Schioppa, Visco, ecc. sono tutti dei professori, ma di un tipo, quelli che se ne fregano di piacere agli studenti, quelli che entrano nelle aule e ti riempiono di compiti, infusori della scienza e della conoscenza. A loro non interessa essere simpatici, accattivanti e amati, a loro interessa solo rispettare il programma di studi, come del resto i parametri di Maastricht.

La partita quindi è giocata sul tempo, visto che sul piano della simpatia e empatia questo Governo è irrecuperabile, ci si può solo aspettare che sul piano della pragmatica dia dei buoni risultati. Allora se l’economia mondiale darà una mano al fortunato Prodi, se nel nostro Paese i marcatori sociali andranno nella direzione programmata dal Governo, insomma se sarà stato capace di determinare un oggettivo miglioramento anche non clamoroso resteranno antipatici, ma si guadagneranno la medaglia della affidabilità, lasciando a Berlusconi quella assoluta dell’uomo più simpatico d’Italia.

Allora il prossimo anno Romano Prodi potrà essere ancora al governo del Paese e Silvio Belusconi potrà condurre il Festival di Sanremo. Pensate invece se il Silvio nazionale decidesse di fare altro e Prodi tornasse alla sua università e a governare il paese ci trovassimo Pippo Baudo! Mah chissà, le abbiamo provate tutte...

 

Ambrogio Crespi

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