Sondaggi politici, elettorali, sondaggi d'opinione. Il sondaggio politico elettorale che fa opinione

Clandestinoweb
Ultimo aggiornamento: 04.07.2008 ore 22:19
Elogio alla disperata ma irrinunciabile SPERANZA Stampa E-mail
04/02/2008
4 feb - di Ambrogio Crespi - In questi ultimi mesi sono usciti numerosi studi che di volta in volta ci consegnano le condizioni e gli umori del nostro paese . La fiducia in tutte le istituzioni è precipitata ai minimi storici, il Parlamento, la Magistratura, la Chiesa e via dicendo, nessuno sembra salvarsi da questa deriva pessimista che tra l’altro appare fondata.

speranza.jpgAd esempio, l’economia, la grande economia delle borse e delle banche centrali è sempre più distante dall’economia reale delle famiglie sempre più in difficoltà.

Cresce la paura e la gente si sente sempre meno sicura, a volte più per la rappresentazione mediatica della cronache che per una reale minaccia.

La fiducia per il futuro cala in tutti i settori, la speranza di una vita migliore è soffocata dalla paura di perdere la propria attuale condizione, che non appare acquisita più per nessuno.

Le risposte della politica sono desolanti. Il Governo Prodi incapace di trovare un rapporto con l’opinione pubblica si è arroccato in un atteggiamento suicida che è apparso addirittura strafottente, l’opposizione di centrodestra reitera modelli vecchi, rinunciando ad ogni innovazione per cercare una vittoria elettorale sicura, che tutti sanno non essere decisiva per le sorti del Paese.

Ideali e valori sono piegati alla “real politik” nessun CAMBIO, niente di NUOVO, conflitti, scontri che allontanano sempre più la gente dal teatrino della politica.

L’antipolitica diventa il segno distintivo di questa epoca, “nuovi eroi” non sempre in buona fede, denunciano nefandezze che stanno sotto gli occhi di tutti, ma nessuno pare essere in grado di porre alternative, di tracciare nuovi orizzonti. Demagoghi, populisti e giustizialisti fomentano la rabbia che cresce, ma che non trova sbocco se non in vecchi meccanismi.

E’ anche per questo che milioni di persone si mettono in fila per votare, alle primarie del PD o per il referendum dei Sindacati ma anche nei gazebo di Forza Italia e l’antipolitica diventa così, best seller, un manuale contro la “casta” o un happening chiassoso e irriverente, una vendetta una manifestazione di rabbia che diventa risentimento, uno sfogo che non riesce a trasformarsi in progetto e che non costituisce mai una reale alternativa, ma una moda una tendenza, un luogo comune.

La vicenda della immondizia di Napoli è emblematica, le responsabilità di questa tragedia nazionale passano sicuramente (anche se non solo) dalla classe politica eletta in quella regione, che non ha avuto neanche la dignità di farsi da parte.

Tutti manifestano la propria indignazione e la propria preoccupazione e qualcuno come il contestatissimo De Gennaro tentano di metterci una pezza, ma questa è cronaca. Ma nessuno parla della responsabilità della gente di quella terra che ora è esasperata, urla e protesta ma si aspetta che la soluzione ai loro problemi venga sempre da altrove, che urla e protesta ma non fa nulla per levarsi da una situazione che non sarebbe sostenibile per nessuno.

Lo so che non è popolare quello che dico, ma è sotto gli occhi di tutti, non si può rispondere alla strafottenza con l’indolenza. Perché quello che sta succedendo a Napoli non può succedere a Milano o a Berlino ma neanche a Palermo o a Matera? E non si può immaginare che il responsabile possa essere solo il “Bassolino” di turno.

La responsabilità di questa tragedia e della sua cronicità e delle enormi difficoltà a porvi rimedio sono di tutta una comunità che è stata complice o indolente ma non certo estranea al disastro che l’ha travolta.

Tutto questo per dire che i motivi che alimentano il pessimismo dei nostri tempi sono tanti e non certamente infondati.

Ma questo purtroppo ci impedisce di cogliere i tanti aspetti positivi che ci circondano e che non diventano mai una “notizia” perché come si dice: “Fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce”.

Le nuove tecnologie, la rete, internet ha moltiplicato le nostre possibilità di relazione di conoscenza e di informazione, hanno aumentato la nostra libertà.

La cura e la medicina ci hanno donato una qualità della vita migliore.

I temi dell’ambiente e della sua tutela, benché non siano entrati in una fase concreta e operativa diventano, sotto la pressione dell’opinione pubblica, sempre più centrali nell’agenda dei governanti.

La domanda di spiritualità, di una ricerca interiore è sempre più diffusa e prende strade sempre più personali.

La possibilità di cambiare e di evolvere delle singole persone, come del resto di intere comunità, di Paesi interi di Nazioni e Stati non è mai stata così possibile come adesso e l’avventura di Barak Obama ne è una testimonianza.

E se guardiamo bene i segnali non mancano, nei giorni scorsi abbiamo pubblicato i MONITOR di EKMA delle province e delle regioni e oggi pubblichiamo quello di comuni.

La metà dei presidenti di regione supera il 50 per cento di fiducia e Roberto Formigoni, e Riccardo Illy godono della fiducia addirittura di 6 cittadini su 10.

Tra le province sono 39 i presidenti che hanno un risultato di fiducia superiore al 55% e una decina si attestano intorno al 60. Il presidente che ha ottenuto la fiducia viene dal profondo sud, da Catania anche se ha un nome settentrionale Raffaele Lombardo e questo sfata tanti luoghi comuni.

Tra i comuni invece superano il 55%, 40 sindaci su 103 comuni capoluogo che è un dato che di questi tempi acquista un valore e un significato molto particolare, l’opinione pubblica, gli elettori sanno distinguere come del resto sanno riconoscere la qualità dei servizi se è vero che in Valle d'Aosta sono soddisfatti addirittura il 70,7 che non a caso scendono al 36,1 in Campania e al 32,6 Calabria.

Quindi non generalizziamo, impariamo a distinguere perché anche noi avremo il nostro Obama e prima di quanto si possa immaginare. Ambrogio Crespi.

VAI AL VIDEO DI FEDERICO SALVATORE "SE IO FOSSI SAN GENNARO"

 

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