| I 500 mila di AN o i 3 milioni e mezzo del PD non sono un' assoluzione |
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| 15/10/2007 | |
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Il settimanale di Ambrogio Crespi Sarete d'accordo con me che c'è qualcosa che non va, un virus, un cortocircuito che mi impedisce di avere una visione lineare delle cose che ci accadono intorno. Dopo che Beppe Grillo ha portato 300mila persone in piazza, siamo stati bombardati per settimane dall'antipolitica, dall'inpolitica
Poi qualche giorno fa, qualche migliaio di persone ha partecipato con entusiasmo al battesimo dei Circoli della Libertà della sciura Brambilla, troppo poco per invertire la tendenza, allora sabato scorso Gianfranco Fini di Alleanza Nazionale ha mostrato i muscoli portando dalle 300 alle 500mila persone in piazza, più di Grillo e non c'era nemmeno lo spettacolo gratis, ma lì è scattata la tiritera degli apparati, dei pulmann gratis, dei cestini viaggio. E allora domenica, in modo del tutto inaspettato, 3 milioni e mezzo di persone si sono messe in fila per votare il segretario del Partito Democratico che già tutti sapevamo sarebbe stato Walter Veltroni, e allora improvvisamente scopriamo che gli italiani amano la politica, si mettonon in fila per votare i politici e che per lunghe settimane abbiamo perso il nostro tempo a discutere della protesta che si esprimeva attraverso l'impolitico Beppe Grillo a cui qualcuno aveva addirittura dato il 17% dell'elettorato italiano. Lunedì sui quotidiani e nelle dichiarazione dei politici era un coro unanime, i 3 milioni e emezzo era una risposta all'antipolitica, perchè si è andati a votare per la cosa più politica che si possa immaginare, il segretario di un partito. E come d'incanto tutti i discorsi sulla Casta e sulla distanza dei cittadini dalla politica sono svaniti, sciolti come neve al sole, con il classico "contrordine compagni". E invece no, non è così. I problemi che ha posto Grillo, (non certo le soluzioni ma si sa lui è un comico), come le abberrazioni che ha messo in luce il libro di Stella, restano lì con tutto il proprio carico di contraddizioni e problematicità. Quando la gente la fai partecipare, partecipa, tiene nonostante tutto conservata la speranza che il gesto di quel voto possa essere quello giusto. Il desiderio di discontinuità, di coerenza è più forte di prima e se è vero che l'antipolitica è un' invenzione mediatica, è altrettanto vero che la cattiva politica e i cattivi politici, sono qualcosa che la gente fa fatica a tollerare. Credere che i 500 mila di AN o i 3 milioni e mezzo del PD siano la assoluzione della nostra classe politica sarebbe un imperdonabile errore da cui non ci sarebbe ritorno. Ambrogio Crespi |
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