Sondaggi politici, elettorali, sondaggi d'opinione. Il sondaggio politico elettorale che fa opinione

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Ultimo aggiornamento: 11.10.2008 ore 20:57
Il dopo V-DAY, cosa resta dei 300.000 italiani in piazza? Stampa E-mail
10/09/2007
Il settimanale di Ambrogio Crespi. Il V-Day ha sollevato un mare di polemiche ma Grillo è il solito Grillo, ma le adesioni di Claudio Scajola, di Valter Veltroni suonano come una beffa schizzofrenica

 

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Sono finite le vacanze. Con la trilogia di sabato e la riapertura delle scuole si è dato il via ad un nuovo anno che si è aperto all'insegna delle solite cose: la scuola, il caro libri e l'emergenza insegnanti, le borse sull'orlo del baratro, l'economia contraddittoria ed un diffuso senso di incertezza per il futuro si diffonde come un virus.

Intanto sabato abbiamo assistito ad una trilogia: da Bari il Presidente del Consiglio Romano Prodi ha tracciato un quadro rassicurante, Berlusconi da Gubbio ha lanciato la sua campagna d'autunno con la solita previsione dell'imminente implosione del governo, un Berlusconi in forma che tra sondaggi e battute agisce da cemento per il centrosinistra. Poi Bologna il V-Day di Beppe Grillo, anche lì nessuna novità per chi come me segue Grillo da tempo, si è trattato di un misto dei suoi spettacoli teatrali, il meglio di questi ultimi anni che alla vigilia del rinnovo del suo repertorio ha voluto donare ai suoi fans.

Dei tre interventi è stato quello che mi ha fatto ridere di meno, il livore, il cattivo gusto hanno una loro dignità quando vengono assunti per scelta, magari nell'intimità di un teatro, dopo aver pagato il prezzo di un biglietto. Grillo è un uomo che ha sempre cercato nell'innovazione un percorso di espressività e vederlo agitarsi con materiale di risulta mi ha avvilito. Poi la sua parola d'ordine, lo slogan del nuovo rinascimento italiano, che forse ha dimenticato essere già stata usata da Lamberto Dini un paio di campagne elettorali fa, anche questa roba già vista.

Sono convinto che Beppe Grillo non farà un partito, ma altrettanto convinto sono del fatto che è inevitabile che lo avremo in lista in una delle prossime tornate elettorali, non sarà a capo di un partito, ma magari di un movimento della società civile e questa è la scelta inevitabile, lo sbocco naturale della sua azione politica, perchè con la manifestazione dell'8 settembre non è più un comico, così come Regan dopo essere stato eletto presidente degli Stati Uniti non è stato più un attore, come del resto Berlusconi dopo essere stato eletto nel '94 non è più un imprenditore. Grillo un pò di destra e un pò di sinistra, un pò comunista e un pò fascista, nella rappresentazione della sua in-politica assomiglia sempre di più al peggior Funari ed è probabile che il suo successo elettorale poi non si distanzi molto da quello che fu di Funari. Ha superato la soglia, il punto di non ritorno, sospinto ed accompagnato da Antonio Di Pietro e Alfonso Pecoraro Scanio, il primo a destra ed il secondo a sinistra, ministri di un governo che Grillo ha fanculato per oltre quattro ore.

Non mi associo all'indignazione di taluni benpensanti, tanto più che le cose dette da Grillo mi erano già note e non mi producono scandalo, ho trovato invece vergognosa ed ipocrita l'adesione di al V-Day come del resto quella di Walter VeltroniClaudio Scajola di opposta fazione. Per Veltroni è comprensibile, è in campagna elettorale e tutti si aspettano da lui un risultato tondo, tondissimo e anche se non giustificabile, ha un senso il suo tentativo di trarre vantaggio e di non rimanere fuori da questa operazione o perlomeno di non finire tra i destinatari dei vaffanculo di Grillo. Ma Scajola? Che ci azzecca? Come può aderire ad una manifestazione che per la massima parte è rappresentata da insulti al suo leader definito psico-nano, dove uno degli obiettivi principali è proprio la formazione politica di cui è uno dei bersagli principali, la sua adesione appare un atto di schizzofrenia od una maldestra e mal riuscita operazione pubblicitaria.

Ma al di là di tutti questi fatti e fatterelli e dello tsunami di polemiche e dichiarazione che ha determinato lo spettacolo di Grillo un dato emerge su tutti ed è indiscutibile, la rete è diventata uno strumento potente, anzi potentissimo. Attraverso il suo blog Grillo ha mobilitato 300.000 persone in Italia e nel mondo, ha formulato una proposta di legge, ha riempito le piazze e dopo il V-Day il modo in cui dovremo guardare a questo strumento dovrà essere diverso, anche se rimane uno strumento benchè potente, rimane centrale la volontà e l'intenzione di chi lo usa e come tutti gli strumenti va usato con coscienza.

Il V-Day non ha rappresentato il ritorno del rinascimento italiano e nemmeno il trionfo di Beppe Grillo ma da sabato 8 settembre l'Italia è entrata nell'era di internet e questa è una buona notizia.

Ambrogio Crespi

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