| IL MINISTERO DEI MISTERI |
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| 05/05/2008 | |
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5 Mag. di Ambrogio Crespi - Anche se la stagione delle elezioni non è finita, a giugno si vota in Sicilia per le amministrative, e credo che con l'aria che tira da quelle parti si tratterà di una formalità, tutta l'attenzione è sul Governo e la sua formazione tra pacchi e spacchettamenti appare chiaro quale sarà la struttura del prossimo governo: qualche faccia nuova, qualche donna in più, e questo è un bene, poi un giro di incarichi e poltrone. Appare
evidente che sarà un Governo di staff, ministri e sottosegretari quasi
sempre legati e comunque in sintonia con Berlusconi che sembra avere
ritrovato la voglia di fare le cose, d'altronde sono in molti a credere
che una volta "sistemate le sue cose", e mi pare che la abbia sistemate
al meglio, lo spirito che possa guidarlo in questa ultima avventura di
Governo non sia solo lo spirito costituente, ma anche una spinta egoica
a fare i conti con la storia e questo potrebbe portare vantaggi al
Paese.
Ma non è questo che mi avvince, ma è il Ministero di Grazia e Giustizia che è stato prima di Castelli e poi di Mastella, ma in passato anche di Mancuso e di Martelli, una specie di mistero. Intanto va osservato che tutti i ministri citati, mentre stavano al ministero hanno avuto guai con la giustizia, che si sono dissolti appena hanno smesso l'incarico, inoltre su tutti gli altri ministeri corrono uno o due nomi che rispondono a logiche politiche, ad esempio alla cultura pare andrà Bondi, un poeta del potere, e come alternativa per qualche giorno abbiamo avuto Bonaiuti, due soli nomi e questo vale per molti dicasteri, per altri addirittura non si è andati oltre un nome come ad esempio agli Esteri Frattini, all'Economia Tremonti, ecc., ma al Ministero di Giustizia dove gli uscieri sono secondini e stata una riffa: Vito, Gelmini, Pera, Scajola, evidentemente è una posizione a cui nessuno ambisce. Di certo quel ministero sarò un ministero che scotterà perchè se la coalizione rispetterà il suo programma dovrà fare la riforma della giustizia che ha uno dei cardini maggiori nella separazione della carriere tra giudici giudicanti ed e inquirenti, e visto che a far cadere il governo Prodi è stata la pressione di un paio di magistrati su Mastella che poi abbiamo visto essere prosciolto in istruttoria, è comprensibile che in pochi vogliano rimanere con il cerino in mano. Ambrogio Crespi
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