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follini crisi discorso
Giovedì primo Marzo, Romano Prodi chiederà la fiducia al Senato e probabilmente la otterrrà, almeno per ora. I dodici pilastri che reggono il nuovo slancio del Governo sono contenuti nei dodici punti che Prodi ha fissato come inderogabili con i suoi alleati per continuare l'opera che, anche se di poco, l'elettorato dieci mesi fa gli ha assegnato.
Delle dodici tavole se ne è parlato a lungo e discusso ovunque, pensioni, famiglie, il silenzio sui Dico, ma due cose mi hanno colpito: la prima è che nemmeno Dio sul monte Sinai aveva chiesto di essere ritenuto autorevole, la seconda che trovo risibile, è che da giovedì il Governo avrà un unico portavoce, Sircana. E a questo punto io temo che quel poco che resta dell'immagine del Governo si stia esaurendo, sia se Sircana dovesse parlare per conto di Mastella o Ferrero, sia come è probabile, se questo comandamento non verrà rispettato da nessuno.
Allora credo che Prodi abbia fatto un gravissimo errore, forse sotto l'impulso della rabbia, di avere mischiato metodo e contenuto. Mettere nelle dodici tavole la TAV, la politica per la famiglia e le pensioni attiene al contenuto della vita politica del fututo governo ed era giusto che venisse posto in sintesi tra le priorità di questa nuova fase. Ma deliberare per decreto il comportamento, il modo con il quale i rapporti vengono mediati e tessuti, pensando che con questa enunciazione si risolva il problema della conflittualità è come dire che la stessa sia un fatto marginale, secondario e non invece il frutto di un sistema sbagliato che mette insieme forze politiche e uomini per vincere e che rende impossibile governare.
Vorrei sapere tanto per cominciare se le dichiarazioni di Massimo D'Alema in merito all'inadeguatezza della Sinistra nel nostro Paese rivolta a quella che viene definita l'ala radicale del Governo rientra nelle cose che avrebbe dovuto dire, con i dovuti modi, Sircana o se D'Alema avesse dovuto concordarle con lo stesso Prodi. Quindi in questi dodici pilastri che dovrebbero reggere le sorti di questa legislatura io trovo l'embrione di quello che ne determinerà l'interruzione anticipata. E' un problema di misura, di mondi che non si incontrano, di uomini che hanno poco in comune se non avere vinto una battaglia politica e di fare fatica a gestirne i frutti.
Ma questa settimana abbiamo appreso che il Premier sta preparando il
discorso per la fiducia, mi permetto di dargli un consiglio: cominci a
parlare alla gente nella sua articolazione più complessa, nelle sue
diverse classi economiche, sociali, culturali. Inizi con questo
discorso al Senato un percorso diverso, capace di tenere conto del
dissenso diffuso che questi dieci mesi di Governo hanno prodotto nel
Paese. Inizi con giovedì a rivolgersi a tutto il Paese, a Nord come a
Sud e non solamente ai Senatori un pò incartapecoriti che
determineranno il suo futuro. Al di là di Andreotti, Cossiga o Scalfaro
vi è un intero Paese che aspetta di essere giudato con fiducia e amore
che chiede magari di essere coccolato e accarezzato per il verso
giusto, perchè di tali effusioni la gente ha anche bisogno e non
possono essere riservate solo a Follini.
Ambrogio Crespi
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