| "La situazione di mia sorella non è buona", ma quella di mio fratello è migliorata. |
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| 25/11/2007 | |
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26 nov. - di AMBROGIO CRESPI - Ho pensato
a lungo come e con quali parole affrontare il tema della settimana, poi
alla fine mi sono reso conto che l'articolo pubblicato su questo
giornale il 23 nov. di mio fratello Luigi, lo faceva già
benissimo.
Allora ho ripreso il suo articolo (attualizzandolo) e ho
anteposto la mia firma, come un sigillo che dice a lui e a tutto il
mondo non solo sono d'accordo, ma "sono con te da sempre e per sempre".
Qualcuno mi ha chiesto ma chi me lo faceva fare a prendere posizione nei confronti di chi in questi 4 anni non ha mai preso posizioni pubbiche nei miei confronti nemmeno quando sono stato arrestato ingiustamente, però la somma di ingiustizie non cambia il mondo, lo peggiora e se non lo avessi fatto probabilmente avrei perso il rispetto di me stesso. Telefonate vere, false, oggi ha causa del crac HDC per evitare il quale ho rinunciato a tutto il 24 novembre 2003, pezzi di vita della classe dirigente del nostro Paese verrà resa pubblica attraverso una modalità, quella delle intercettazioni al telefono, che non sempre rende giustizia dei fatti, perche troppo spesso al telefono si dicono cazzate, si tratta quasi sempre di cose private. Ma quando queste hanno a che fare con la nostra società, con il modo in cui si costruisce il vivere civile forse possono aiutarci a capire e migliorare ma il problema e lo dico con estrema chiarezza e serenità è Silvio Berlusconi.
Ma perchè il problema è Berlusconi? Faccio un esempio che vale per tutti: la gara che ho vinto per gli exit pool e le proiezioni elettorali in Rai. Una gara che francamente non mi aspettavo perchè avendo vinto le elezioni pensavo mi fosse dovuto. Invece gli stessi dirigenti Rai posti oggi sulla graticola, mi hanno imposto una gara che come risultato ha avuto quello di spendere meno soldi rispetto di prima e di poter introdurre delle penali in caso di errore, insomma un contratto tutto a vantaggio della Rai. Gli anni precedenti quel lavoro veniva fatto da Abacus allora rappresentata da Pagnoncelli che non ha mai fatto gare e la prima che ha fatto l'ha persa. Ma perchè la mia legittima vittoria ha destato tanto scandalo? Allora addirittura mi chiamavano SUS - Sondaggista Unico di Stato - e perchè la stessa cosa non è successa a Pagnoncelli che senza gara, a costi maggiori ha lavorato con Rai benchè avesse partecipato alla campagna elettorale di Rutelli. Ad essere onesti la differenza c'era ed era Berlusconi che non solo era Presidente del Consiglio, ma anche proprietario di metà del panorama televisivo italiano, assicurazioni, case editrici, ecc...al punto che persino lui si accorse che era sconveniente che io vincessi quella gara e mi ha chiesto di ritirarmi. Allora la mia battuta che Berlusconi non ha conflitti ma solo interessi appare assolutamente vera. Per chi come me ha cercato di usare la politica, il potere per affermare un progetto, un'idea, per affermare me stesso, diventa difficile distinguere, capire che proprio nel momento in cui ho cercato di evolvermi dal ruolo di sondaggista di Berlusconi, segnavo al contempo sia la mia fine, ma anche la mia rinascita. Io non ho solo dispensato numeri, quasi sempre giusti, non ho solo avuto idee spesso brillanti e decisive, ma ho soprattutto fatto diagnosi e queste mi rendono responsabile. Avevo capito che finchè sono stato all'opposizione con Berlusconi tutto ha funzionato perfettamente, ma quando è entrato nel governo ed io non ho deciso di seguirlo in politica, nel tentativo di costruire un percorso autonomo, è stato letale. Questo per dire che il problema non è Deborah Bergamini, o Mimun, nè i dati di ascolto, il problema è che quando sviluppi delle attività in un contesto che è legittimo e legale ma che non rispecchia l'idea di un mondo evoluto e libero tutto questo, anche se sei un grande professionista e un "vulcanico genio" non ti da scampo ed aggiungo che è giusto così. A questo quadro oggettivo concorrono le responsabilità non solo di chi ha gli interessi (Berlusconi), ma anche di chi ha la convenienza di ricattarlo per i suoi interessi. La responsabilità è di chi in 13 anni ha alternativamente governato questo Paese e non ha mai messo in cima alle priorità la soluzione del conflitto di interessi o ancor meglio le regole, perchè non si può pensare di mettere mano al conflitto di Berlusconi e non toccare gli interessi di altri potentati economici e politici che attraversano gli apparati e la struttura economica del Paese. Non occorre una legge sulle televisioni, ma una legge che regoli il sistema, che dia trasparenza e moltiplichi le opportunità, a partire dal sistema bancario perchè ciò che è accaduto a me non possa accadere ad altri. Bisogna eviatere che il mondo si divida tra Berlusconi si o no, riacquistare spazi di libertà di pensiero autonomo, avere la possibilità di azzeccare analisi o sbagliare senza che questo sia riconducibile a oscuri interessi, poter progettare e aprirsi a ciò che accade nel mondo, bisogna poter dire che il conflitto di interesse c'è e va risolto senza che questo voglia dire un'attacco personale agli interessi di nessuno, bisogna poter rimettere serenità, discutere di tutto senza paletti o pregiudiziali e mi auguro che questo nuovo corso cominci da venerdì. Perchè indicatemi voi qual'è la differenza e che idea ci possiamo fare delle intercettazioni di D'Alema e Fassino rispetto a quelle di Bergamini e Querci che si conoscono da anni, hanno lavorato insieme, sono amici esattamente come Consorte lo era di D'Alema, ma la differenza è che non c'è Berlusconi e la proprietà delle cose non è un fatto marginale, perchè cambia l'orizzonte degli interessi e gli stessi che hanno taciuto e non si sono indignati rispetto a D'Alema e Consorte oggi urlano, sbraitano su Bergamini/Querci. Parliamo HDC: un fallimento di costume:
non si tratta di un fallimento economico e
nemmeno delle solite bancarotte nelle quali l'imprenditere scappa con
la cassa, ma si tratta di un fallimento di costume. Questo è scarsamente influente da un punto di vista giudiziario, ma lo è da un punto di vista sociale e morale.
I processi per bancarotta sono molto tecnici, documentali e il mio seguirà il suo percorso
tra periti e avvocati, non è questo l'interessante, ma è che la vicenda
HDC contiene un modello e la negazione di una speranza, e quando dico
che è un fallimenteo di costume dico che le parti coinvolte si
specchiano nella società di oggi ed io stesso pur non rinnegando
nulla, e non avendo nulla di cui pentirmi, anche degli errori che pur
riconosco, faccio fatica a ri-identificarmi nel Crespi di HDC da cui non prendo le distanze ma rivendico un'evoluzione.
Le cose più scandalose sono quelle che non hanno rilevanza penale e commento solo ciò che è già emerso, mi domando ma che dovrei dire io a Tremonti che mi manda da Pallanzona
per risolvere problemi che la Lodi mi aveva creato e mi manda da uno
degli uomini di fiducia di Fiorani (lo scopro dalle intercettazioni di
due o tre anni dopo). Devo pensare che Tremonti ne era informato, che
mi ha fatto un'agguato? No, non lo sapeva ed era Ministro dell'Economia
e questo è tragi-comico, io dopo aver parlato con Pallanzona, lo
sospetto, lo dico, così come intuisco cosa sta accadendo intorno a
Fazio, Fiorani, Antonveneta e lo dico, ma non perchè ho informazioni
segrete, ma semplicemente perchè ragiono e di questi episodi raccontati
da AffariItaliani la vicenda HDC ne è cosparsa, superficialità,
arroganza, inettitudine.
Ma il mio errore non è stato quello di pensare, di progettare, di sognare un grande gruppo
di comunicazione, ma quello di pensare di farlo come i fratelli Satchi
in Inghilterra che si sono lanciati sul mercato grazie alla campagna
elettorale della Tatcher e non perchè il nostro talento fosse
inferiore, ma perchè non siamo in Inghilterra e Berlusconi non è la
Tatcher. Inoltre a questo si aggiunge il contesto del momento, la new
economy, la bolla speculativa, Tiscali capitalizzata come la Fiat ed io
che traccio una rotta che è una scorciatoia ed inciampo, perchè quando
scoppia il caso Enron e la Borsa non c è più insisto, lascio Banca
Intesa e faccio entrare nel mio pacchetto azionario Popolare di Lodi.
L'azienda cresce e si sviluppa, in mezzo a tanti problemi e per un anno e mezzo
la banca è un fedele alleato e poi all'improvviso il giocattolo si
rompe e una new-co qual'era HDC che fatturava decine di milioni di
euro, aveva 500 dipendenti viene fatta saltare e come tutte le società
di comunicazione, vincolata ai beni immateriali, è difficile tenerla in
piedi senza i giusti flussi economici.
Per qualche mese io anzichè mollare tutto ho arrancato, picchettato, brigato,
ho fatto carte false per salvare il mio sogno e tenerlo in piedi perchè
in esso mi identificavo, io ero quello che avevo costruito, ero HDC ed
in qualche modo era lo specchio di una mia eredità interiore, costretto
a occuparmi di conti io che non sono un contabile e di finanza io che
non sono un finanziario, poi di schianto il 24 Novembre mi sono trovato
senza niente, ma non è un modo di dire, proprio senza niente.
Per poter costruire se stessi spesso bisogna distruggere, demolire, abbandonare, distaccarsi da
ciò che si costruisce e per poter trovare se stessi, per poter
rinascere bisogna morire ecco perchè nonostante tutto vi soprenderà se
vi dico che domani per me non è un giorno di lutto ma una ricorrenza
importante per la mia esistenza.
Spero di non aver violato il segreto
istruttorio e di aver fornito elementi utili per aprire un dibattito
non tanto sul passato, ma sul futuro di una comunità che oggi ha la
possibilità di ritrovare la speranza.
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