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Quanti bugiardi in politica? |
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08/10/2006 |
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Non voglio fare il moralista ma spesso le bugie e la politica hanno viaggiato di pari passo.
D'altronde la propaganda, che è cosa diversa dalla pubblicità e dall'informazione, è basata spesso su bugie, il problema è quando la propaganda basata sulle bugie usa gli strumenti della pubblicità o invade gli spazi dell'informazione.
Ma da un pò di tempo a questa parte dire bugie costa caro alla politica, citiamo alcuni esempi:
José María Aznar premier amatissimo in Spagna, uno degli autori della rinascita economica sociale della Spagna ha perso le elezioni per aver mentito sulla matrice dei sanguinari attentati alle stazioni di Madrid.
Le difficoltà che hanno George W. Bush e Tony Blair nei rispettivi paesi affondano le loro ragioni in una clamorosa bugia: quella che diede il via all'invasione dell'Iraq
In Ungheria qualche giorno fa Ferenc Gyurcsany, leader socialista alla guida il paese è stato violentemente contestato per aver mentito sui temi dell'economia paese ed il suo governo è vacillato.
Tutto questo solo per fare alcuni esempi
Ma in Italia Silvio Berlusconi è stato a ragione o a torto non voglio entrare nella polemica nostrana, è stato sempre rappresentato come un bugiardo e questa rappresentazione è stata determinante nella sconfitta contro Prodi.
In questi giorni a ragione o a torto l'antiberlusconi Romano Prodi è stato accusato dal capo dal padre della più grande industria di telecomunicazione italiane di essere un bugiardo e sicuramente questo ha contribuito a togliere smalto al suo governo.
Se politici e politica devono misurarsi con il consenso e debbono muoversi per prassi e pragmatica forse quanto sta accadendo in questa ultima fase dovrebbe determinare un effetto evolutivo cioè DIRE BUGIE FA PERDERE CONSENSO ai politici mentire non conviene perché forse gli elettori perdonano i ladri ,ma non i bugiardi.
E su questa mia provocazione che apro il dibattito con voi lettori del clandestino che così numerosi scrivete ed avete scritto a questo sito che cerca di fare dell�obiettività un proprio valore di riferimento.
A voi la tastiera.
Ambrogio Crespi
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