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Ultimo aggiornamento: 20.11.2008 ore 14:53
Transmondo Stampa E-mail
16/03/2007

 

Ecco il mio outing, anch'io ho una foto con un trans!! Juana. La mia fortuna è che non ho incontrato gli sgherri di Corona e che non sono il portavoce del Governo. Ma quello che è accaduto a Sircana non è un fatto nuovo, Il caso della Falchi e il più clamoroso caso di Gianfranco Miccichè. Per tutti è tempo di giustizia è verità.

 

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Mi è venuto un brivido! Pensate, qualche settimana fa sono andato in un locale romano ed un amico mi ha presentato Juana Jimenez (una delle attrici del film Manuale d'Amore), è un trans, anzi come si usa dire adesso un transgender. Abbiamo simpatizzato perchè è una bella persona, sensibile, inteligente e spiritosa. Ad un certo punto qualcuno ci ha fatto la foto che vedete pubblicata.

Chi mi conosce sa che le mie abitudini sessuali non hanno nessuna ambiguità, sono single e profondamente e serenamente eterosessuale. Fare una foto con Joana non ha certamente leso la mia identità e non ho neppure immaginato che qualcuno potesse pensare che parlare, familiarizzare, simpatizzare, significasse cosa diversa da quella che è. Ma la gente è maligna e come diceva Dante Alighieri "la maldicenza è il segno inequivocabile di una mente pervasa dal male", e la nostra società a me pare molto imbarbarita.

Questo per dire che il mio outing - Anch'io ho una foto con un trans - non è cosa diversa dalla vicenda Sircana, al quale va tutta la mia solidarietà. Certo lui è il portavoce del Governo e pare, ma non lo reputo importante, che ci sia una foto della sua macchina accostata ad un marciapiede sul quale stava un trans seminudo. Ma voi sapete andando a casa alla sera quante foto di quel tipo potrebbero essere scattate a chiunque? Ma la condanna morale a Sircana, poichè tutti sappiamo che non vi è nulla di penalmente rilevante, deriva da un'intercettazione telefonica tra Corona e il suo fotografo e tutto l'impianto è fondato sulla conversazione tra i due. Esseri che vivono ai margini della società civile e che hanno fondato la loro esistenza sul ricatto, e sulla possibilità di rovinare la vita degli altri. Tutto questo ha danneggiato sicuramente l'esistenza di Silvio Sircana e nulla potrà risarcirlo. Ma la cosa più grave è che tutto questo è alimentato dalla perversa curiosità della gente. Si certo, al sondaggio fatto da Ekma rispondono che Il Giornale ha fatto male a pubblicare la notizia e che Sircana non deve dimettersi, quindi da una parte si esprime il dissenso e dall'altra si continua a guardare, questa è ipocrisia.

Voglio però allargare il problema e ricordarvi un altro episodio che non si capisce per quale motivo abbia avuto un destino diverso, quello di Gianfranco Miccichè. Ieri nel programma di Telelombardia ha cui hanno partecipato tra gli altri Mentana e Gad Lerner, ho sentito un intervista di Vittorio Sgarbi, il quale commentando la vicenda Sircana e dopo aver attaccato il PM Woodcock, ha ricordato la vicenda della cocaina portata al Ministero dell'economia al Vice-Ministro, alludendo e dandolo per fatto certo la vicenda che ha rigurdato Miccichè.

Bene, io ho approfondito la questione e sono andato a verificare come quella storia tanto clamorasa sia finita e posso garantirvi che non vi è stato mai alcun rinvio a giudizio e non è stato mai provato che chicchessia abbia mai portato droga a Miccichè, questo è stato accertato dalle indagini. Ma quello che resta nella testa di Sgarbi, così come in quella dell'opinione pubblica è che Gianfranco Miccichè si faceva portare la cocaina al Ministero.

Quello che vale per Sircana e per Anna Falchi che ha visto i suoi sms d'amore al marito pubblicati sui giornali, deve valere anche per. Miccichè

Hanno infangato Sircana, sputtanato Miccichè, messo alla berlina la Falchi. Bisogna ridare giustizia e verità alle cose, a prescindere dall'estetica e dalla parte politica e avere il coraggio non solo di non essere d'accordo, ma di non guardare e smettere di nutrirsi di maldicenza e pettegolezzi, cominciando con lo smettere di comprare tutti quei giornali che vivono e si alimentano di questa merda.

 

Ambrogio Crespi

 

 

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