NUOVA ZELANDA: CHIUSI I SEGGI - HA VINTO IL PARTITO NAZIONALE DI JOHN KEY
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08 nov. - Si sono chiusi i seggi (alle 19 locali, le 7 in Italia)
con una partecipazione record di votanti, nelle elezioni parlamentari
di importanza cruciale in Nuova Zelanda. Il principale partito
d'opposizione in Nuova Zelanda, il Partito nazionale di centro-destra,
si è imposto nelle elezioni legislative odierne.
Lo ha affermato la televisione neozelandese.
La commissione elettorale riferisce che l'affluenza alle urne nei 2500 seggi istituiti in scuole, chiese e centri comunitari, sta registrando livelli eccezionali, nel paese di 4,1 milioni di abitanti dove il voto non è obbligatorio, e dove tradizionalmente i giovani e i maori risultano fra i più apatici.
Si dà per scontato che nel complesso sistema proporzionale misto nessuno dei due partiti maggiori, i laburisti del premier Helen Clark che chiede un quarto mandato, e i nazionali del giovane ex banchiere di investimenti John Key, raggiungerà la maggioranza assoluta nel parlamento monocamerale di 120 seggi, e ambedue sono già impegnati a trattare con i partiti minori della loro area politica.
I sondaggi hanno regolarmente dato in vantaggio il partito nazionale di centro-destra, che, con gli alleati minori, prenderebbe così il potere per la prima volta in un decennio.
Tuttavia una rimonta del Labor dell'ultima ora, come auspicato dalla Clark, potrebbe assegnare il ruolo di ago della bilancia al partito maori, che, incoraggiato dalla vittoria di Obama in Usa, si prevede otterrà 4 o 5 seggi, ed è la sola formazione non allineata con uno dei due partiti maggiori. La co-leader del partito Tariana Turia ha già indicato che il loro sostegno "avrà un prezzo".
"Ci basiamo totalmente su quello che possiamo ottenere per il nostro popolo", ha detto Turia, indicando fra le rivendicazioni il riconoscimento di diritti tradizionali al territorio e un maggiore controllo sui fondi governativi diretti alla popolazione indigena.
Clark, che ha già guidato fragili governi di coalizione, e di cui sono note le capacità di trattativa, si è detta pronta a negoziare con il partito maori, mentre Key concede che il suo partito è su posizioni "diametralmente opposte" rispetto a certe rivendicazioni ma conta di raggiungere un accordo, se servirà a formare un governo.
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