| Giappone, Abe perde il Senato ma non si dimette, conquista 42 seggi: molto meno dei 64 necessari |
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| 29/07/2007 | |
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Nel primo test elettorale da quando Abe si è insediato, nel settembre
scorso, il suo Partito liberaldemocratico e l'alleato di ispirazione buddista,
il Nuovo Komeito, hanno conquistato secondo una proiezione, 42 seggi: molto meno
dei 64 necessari per mantenere la maggioranza nella Camera alta.
La coalizione guidata dal premier giapponese, Shinzo Abe, ha subito un tracollo
nelle elezioni per il rinnovo del Senato e ha perso la maggioranza nella Camera
alta. Nel primo test elettorale da quando Abe si è insediato, nel settembre
scorso, il suo Partito liberaldemocratico e l'alleato di ispirazione buddista,
il Nuovo Komeito, hanno conquistato secondo una proiezione, 42 seggi: molto meno
dei 64 necessari per mantenere la maggioranza nella Camera alta.Abe però ha già fatto sapere che non intende dimettersi e che vuole portare avanti le riforme avviate dal suo governo, dall'economia alla revisione della Costituzione pacifista. "La costruzione della nazione è appena iniziata - ha affermato - vorrei portare avanti la mia missione riformatrice da primo ministro". Il primo ministro si è detto "determinato ad adempire alle promesse fatte, anche se la situazione è grave". "Dobbiamo ristabilire un clima di fiducia tra i cittadini la nazione e il governo", ha aggiunto, precisando che è intenzione dell'esecutivo aprire alle questioni che l'opposizione solleverà in Senato. Intanto, si rincorrono le voci su un possibile rimpasto di governo, un'eventualità che difficilmente potrebbe far superare la situazione di stallo politico che si profila per i prossimi mesi. La principale forza d'opposizione, il Partito democratico guidato dall'ex leader del Pld Ichiro Ozawa, dovrebbe diventare il gruppo più forte del Senato: gli vengono attribuiti 59 seggi. Il governo mantiene una solida maggioranza nella Camera bassa, che ha più peso politico, ma il tracollo rischia di avere pesanti conseguenze per il premier. Erano 104 milioni i nipponici di più di 20 anni chiamati alle urne per assegnare 121 seggi (73 nei collegi provinciali e 48 in uno proporzionale nazionale), in quello che era considerato un test politico sulla popolarità del premier conservatore, succeduto con una votazione di partito a Junichiro Koizumi. <
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A pesare
sulla popolarità di Abe, su cui aleggia lo spettro di un avvicendamento con
l'attuale ministro degli Esteri, Taro Aso, sono stati soprattutto gli scandali.
Due ministri si sono dimessi, uno si è persino suicidato, travolti da
accuse di corruzione. Un terzo, l'ex titolare della Difesa, è scivolato su
una gaffe su Hiroshima e ha dovuto lasciare l'incarico. Senza contare le 50
milioni di pratiche pensionistiche "smarrite" dall'istituto di previdenza. Tutti
casi che hanno fatto crollare la popolarità del più giovane premier del
Dopoguerra, con i suoi 52 anni, e hanno affossato le sue ambizioni per un
Giappone più autorevole sulla scena internazionale.(Rainews24)
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