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Giappone: ad Abe mancano 9 seggi
L'ultimo sondaggio del
quotidiano Yomiuri Shimbun, il piu' diffuso in giappone, stima
che l'Ldp, e gli alleati del New Komeito potrebbero ottenere meno di 53 dei 64 seggi che le servono per
mantenere il controllo della Camera alta. Al Partito democratico all'opposizione
andrebbero 60 seggi, contro i 32 che aveva prima.
Giappone alle urne, si rinnova parte del Senato
Seggio elettorale in Giappone
Il Giappone si reca domani alle urne per rinnovare parte del Senato (Camera dei
Consiglieri). I sondaggi preannunciano una secca sconfitta per il partito
liberal democratico (Ldp) che renderebbe sempre piu' instabile la poltrona del
primo ministro Shinzo Abe.
L'ultima rilevazione del
quotidiano Yomiuri Shimbun, il piu' diffuso con oltre 10 milioni di copie, stima
che l'Ldp, quasi ininterrottamente al potere dal 1955, potrebbe ottenere meno di
40 seggi.
Le cose non vanno meglio per gli alleati del "New Komeito": in totale
le due formazioni potrebbero conquistare solo 53 dei 64 seggi che le servono per
mantenere il controllo della Camera alta. Al Partito democratico all'opposizione
andrebbero 60 seggi, contro i 32 che aveva prima. Questi numeri gli
consentirebbero di diventare il piu' forte al Senato.
Dopo un
pasticcio sulle pensioni, scandali e gaffes dei suoi ministri, che ne hanno
portato due alle dimissioni e uno perfino al suicidio, Abe ha subito un crollo
di popolarita' almeno del 30 per cento. Anche perdendo queste elezioni, la
coalizione del premier manterrebbe nell'altra Camera una larga maggioranza,
ereditata dal predecessore, Junichiro Koizumi. Ma il prezzo politico sarebbe
molto alto. Abe, conservatore, 52 anni, diventato a settembre il capo del
governo piu' giovane nella storia del Giappone dalla seconda guerra mondiale, ha
scritto nella sua newsletter settimanale che non intende dimettersi e vuole
portare avanti il processo di riforme della costituzione pacifista e
dell'istruzione.
Secondo gli analisti questo
dipendera' dall'ampiezza della debacle: se dalle urne uscisse un Senato molto
frammentato e indebolito sarebbe difficile governare e si rischierebbe la
paralisi politica. Ma il problema e' anche la mancanza di un delfino che possa
succedere ad Abe, l'unico forse potrebbe essere l'attuale ministro degli Esteri,
Taro Aso.
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