Giappone: seggi aperti, Abe sotto.
Circa 105 milioni di aventi diritto potranno recarsi alle
urne fino alle 20 di domenica (le 12 in Italia) in una consultazione
che potrebbe consegnare all'opposizione quest'ala del Parlamento. I
sondaggi preannunciano una secca sconfitta per il partito liberal
democratico (Ldp) che renderebbe sempre piu' instabile la poltrona del
primo ministro Shinzo Abe

(AGI/AFP)
- Tokyo, 28 lug. - Seggi aperti in Giappone dove si vota per rinnovare
il Senato.
Circa 105 milioni di aventi diritto potranno recarsi alle
urne fino alle 20 di domenica (le 12 in Italia) in una consultazione
che potrebbe consegnare all'opposizione quest'ala del Parlamento. I
sondaggi preannunciano una secca sconfitta per il partito liberal
democratico (Ldp) che renderebbe sempre piu' instabile la poltrona del
primo ministro Shinzo Abe.
L'ultima rilevazione del quotidiano Yomiuri Shimbun, il piu' diffuso
con oltre 10 milioni di copie, stima che l'Ldp, quasi ininterrottamente
al potere dal 1955, potrebbe ottenere meno di 40 seggi. Le cose non
vanno meglio per gli alleati del "New Komeito": in totale le due
formazione potrebbero conquistare solo 53 dei 64 seggi che le servono
per mantenere il controllo della Camera alta. Al Partito democratico
all'opposizione andrebbero 60 seggi, contro i 32 che aveva prima.
Questi numeri gli consentirebbero di diventare il piu' forte al Senato.
Dopo un pasticcio sulle pensioni, scandali e gaffes dei suoi ministri,
che ne hanno portato due alle dimissioni e uno perfino al suicidio, Abe
ha subito un crollo di popolarita' almeno del 30 per cento. Anche nel
caso in cui perdesse le elezioni, la coalizione del premier manterrebbe
nell'altra Camera una larga maggioranza, ereditata dal predecessore,
Junichiro Koizumi. Ma il prezzo politico sarebbe molto alto. Abe,
conservatore, 52 anni, diventato a settembre il capo del governo piu'
giovane nella storia del Giappone dalla seconda guerra mondiale, ha
annunciato non intende dimettersi e vuole portare avanti il processo di
riforme della costituzione pacifista e dell'istruzione.
Secondo gli analisti questo dipendera' dall'ampiezza della debacle: se
dalle urne uscisse un Senato molto frammentato e indebolito sarebbe
difficile governare e si rischierebbe la paralisi politica. Ma il
problema e' anche la mancanza di un delfino che possa succedere ad Abe,
l'unico forse potrebbe essere l'attuale ministro degli Esteri, Taro Aso.
Il risultato elettorale sara' seguito con grande attenzione anche a
oltre 9.000 chilometri di distanza in Peru'. Tra i candidati al Senato
giapponesi c'e' anche l'ex presidente peruviano, il 69enne Alberto
Fujimori. Fuggito dal Paese nel 2000 travolto da un vasto scandalo di
corruzione si era rifugiato in Giappone per cinque anni, da dove si era
trasferito in Cile per tentare un ritorno in grande stile a Lima.
Fujimori, che ha doppia nazionalita' giapponese e peruviana, si
presenta con la formazione conservatric
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