| Paraguay: elezioni nel 2008 |
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| 19/09/2007 | |
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Per ora il candidato favorito per le elezioni del 2008 è l’ex vescovo Fernando Lugo, ma con la recente liberazione dell’ex generale Lino Oviedo, che si candiderà con l’Unión Nacional de Colorados Eticos (UNACE), gli esiti della prossima consultazione popolare sono incerti.
Alcune delle riforme promosse nel corso degli ultimi quattro anni, soprattutto in ambito fiscale, dal presidente Nicanor Duarte Frutos, stanno dando i loro frutti.
La comunità internazionale si è dimostrata disponibile nei confronti di un paese che ha grosse carenze strutturali e sta pagando gli anni di instabilità e corruzione politica.
Per ora il candidato favorito per le elezioni del 2008 è l’ex vescovo Fernando Lugo, ma con la recente liberazione dell’ex generale Lino Oviedo, che si candiderà con l’Unión Nacional de Colorados Eticos (UNACE), gli esiti della prossima consultazione popolare sono incerti e con essi anche le sorti politiche ed economiche del paese.
Da quando è salito al governo quattro anni fa il presidente Nicanor Duarte Frutos, ha avuto quattro obiettivi: conquistare la credibilità delle istituzioni nazionali ed internazionali, avviare una crescita economica sostenibile in linea con un impegno sociale, fiscale ed ecologico; ridurre la povertà e l’ineguaglianza; coinvolgere maggiormente la società civile.
Sebbene il governo sia ancora lontano dal raggiungimento dei suoi obiettivi, sono state avviate una serie di riforme ed interventi volti a sanare il bilancio statale, migliorare le leggi doganali e soprattutto la trasparenza fiscale.
Per conquistare la fiducia degli altri paesi, delle organizzazioni internazionali e della società paraguaina non sono mancati interventi nell’ambito della lotta alla corruzione: una recente legge ha eliminato gran parte delle esenzioni fiscali introducendo standard di trasparenza per gli approvvigionamenti pubblici.
Sono state anche imposte verifiche contabili fatte da aziende internazionali.
Secondo i dati relativi al primo semestre 2007 forniti dal Ministero del Tesoro sul Bilancio Preventivo Statale, l’eccedenza accumulata è stata di un miliardo e 57932 milioni di guarnìes (1057932 millones), mentre nello stesso periodo dello scorso anno era di 858465 milioni di guarnìes, e nel 2005 di 686073 milioni.
Questo risultato è stato raggiunto grazie all’aumento delle entrate rispetto alla spesa pubblica: le entrate tributarie e non tributarie sono cresciute rispettivamente di 260410 milioni e di 163530 milioni di guarnìes (incremento del 10%), mentre l’ingresso di capitale è diminuito di 5094 milioni (52,8%).
A sua volta la spesa corrente è aumentata di 253941 milioni (7,9%) mentre la spesa di capitale è diminuita di 34562 milioni di guarnìes (4,9%).
Le entrate totali di quest’anno (luglio 2006- luglio 2077) sono di 5196921 miliardi di guarnìes, superiori dell’8% (418846 milioni) alle entrate totali dell’anno passato (4778075 miliardi).
Il settore dei servizi, dell’allevamento e, in misura minore, l’industria manifatturiera sono stati i settori che hanno contribuito di più alla crescita degli ultimi anni, mentre il settore edile è stato il più debole. Il tasso di crescita, che corrisponde all’attività produttiva di tutti i settori economici, nel mese di dicembre del 2006 ha segnalato una variazione positiva del 4,9% in termini reali e, comparato ai livelli di produzione del 2005, il tasso è aumentato dello 0,6%. Per quanto riguarda la Riserva Monetaria Internazionale Netta (RIN) essa non ha avuto nessuna variazione tra giugno e luglio di quest’anno (2153,1 milioni di dollari), ma rispetto allo scorso anno rivela un aumento di 663,9 milioni di dollari.
Nonostante il paese sia autosufficiente dal punto di vista dei generi alimentari, dipende ancora fortemente dal mercato argentino e brasiliano e manca ancora una riforma agraria, mentre l’inflazione, che nel mese di luglio del corrente anno era del 7,5%, è tenuta bassa da una politica fiscale restrittiva che colpisce i redditi di sussistenza.
Se da una parte il miglioramento macroeconomico è verosimile dall’altra non ha riguardato ancora i ceti più poveri.
Gli aiuti internazionali
Per un’analisi più attenta delle prospettive di questo paese ci si deve rivolgere alle sue relazioni con le economie del Mercato Comune del Sud (Mercosur) e con importanti organizzazioni come il FMI e l’Unione Europea.
Le relazioni che il Paraguay ha con i partner del Mercosur costituiscono un’ottima occasione per il paese sia per una possibile integrazione regionale, sia dal punto di vista della credibilità internazionale. Tuttavia a causa della sua debolezza economica e delle ambiguità e contraddizioni dell’organismo tesso, il Paraguay è ben lontano dall’appianare le forti asimmetrie che lo separano dai grandi partner fondatori, Argentina e Brasile.
Dal punto di vista energetico il Paraguay ha un gran potenziale idroelettrico ma l’instabilità politica che lo ha caratterizzato per anni ha limitato gli investimenti stranieri.
Con il Brasile gestisce la centrale idroelettrica Itaipù, che è considerata l’impianto idroelettrico più grande del mondo, e geograficamente si trova in una posizione ottimale per diventare lo snodo degli oleodotti e dei gasdotti che il Mercosur vorrebbe realizzare per dare all’intero sub-continente l’indipendenza energetica.
A livello politico la clausola democratica introdotta nel 1998, che impone come conditio sine qua non per la membership nel Mercosur l’esistenza di un governo democratico, costringe anche l’instabile classe politica paraguaiana a rimanere nelle fila democratiche.
Il Fondo Monetario Internazionale ha avviato nel 2006 l’Accordo Stand-by per il Paraguay, un documento ha rappresentato la condizione indispensabile per l’ottenimento di finanziamenti della Banca Mondiale (BM) e dell’Inter-American Development Bank (BDI).
L’Accordo durerà 27 mesi, dovrebbe quindi estendersi fino al termine del mandato di Governo dell’attuale Presidente Duarte Frutos (agosto 2008) e garantisce l’immediata disponibilità di 25 milioni di Diritti Speciali di Prelievo (equivalenti a 37 milioni di dollari), dei 65 milioni previsti per tutta la sua durata (equivalenti a 97 milioni di dollari).
Il principale obiettivo è di ridurre le vulnerabilità ereditate dalla recessione del 2002, rafforzando la stabilità raggiunta nel periodo di vigenza del precedente Accordo Stand-by (conclusosi a novembre 2005) attraverso politiche macroeconomiche mirate e riforme strutturali e ponendo altresì le basi per una graduale crescita economica del 4-5% annuo.
Le autorità del Paraguay hanno condiviso con il FMI la necessità di realizzare interventi strutturali in quattro aree particolarmente deboli: il settore pubblico, quello finanziario, il settore sociale e interventi per favorire la crescita economica. La riforma del settore pubblico ha riguardato il rafforzamento della programmazione economica, la modernizzazione e istituzionalizzazione dell’amministrazione fiscale e doganale, la razionalizzazione del pubblico impiego, la riforma pensionistica e dell’assistenza sanitaria. L’accordo prevede un rinnovato impegno del Paraguay a rispettare l’equilibrio fiscale attraverso l’applicazione di restrizioni alla spesa pubblica.
Nel 2006 gli obiettivi di politica monetaria, che miravano al contenimento dell’inflazione entro il 7,5% attraverso una politica restrittiva, sono stati raggiunti. L’approvazione del nuovo Accordo Stand-by ha suscitato reazioni opposte. Da un parte, l’accordo è stato criticato poiché sembra speculare al programma elettorale del Presidente Frutos, dall’altra è stata apprezzata la sua realizzabilità, ma c’è da sottolineare a riguardo che l’Accordo non prevede alcuna indicazione di scadenze per l’attuazione delle riforme. La strategia della commissione europea per il Paraguay per il periodo 2007-2013, invece, è stata definita concentrandosi su quei settori dove l’intervento raccoglierà i migliori risultati.
Le risorse riservate dal National Indicative Program (NIP) per il Paraguay per il quinquennio 2007-2013 sulla base del regolamento della Commissione Europea stabilisce uno strumento finanziario per lo sviluppo (DCI) che ammonta a 117 milioni di euro.
In particolare i fondi verranno ripartiti in questo modo: 95 milioni di euro per il settore dell’educazione e 22 milioni di euro per l’integrazione economica a livelli nazionali, sub-regionali ed internazionali. A livello nazionale queste risorse potranno essere coadiuvate dai contributi del Mercosur, dagli aiuti regionali per l’America Latina e anche da programmi specifici.
Mercoledì 12 settembre un tribunale militare ha concesso la libertà vigilata all’ex generale Lino Oviedo, dell’Unión Nacional de Colorados Eticos (UNACE), condannato a 10 anni di carcere da una corte militare formata per ordine dell’ex-presidente Juan Carlos Wasmosy nel 1998, per aver organizzato un golpe nel 1996.
Oviedo ha sempre affermato che l’accusa fu lanciata nel momento in cui era il favorito nelle elezioni previste per quell’anno. Il presidente della corte militare, colonnello Carlos Liseras, ha spiegato che il tribunale ha concesso la libertà condizionale ad Oviedo per aver scontato metà della pena ed ha anche affermato che ad Oviedo non è stata negata la possibilità di dedicarsi alla politica. Enrique González Quintana, presidente del movimento UNACE, ha pertanto annunciato che Oviedo si presenterà come candidato per le elezioni previste il 20 aprile 2008.
Oviedo ha un forte appoggio dalle zone interne del paese da quando era capo dell’esercito e usava la struttura militare per creare posti di lavoro e assistenza sociale.
Secondo gli ultimi sondaggi l’ex generale risulta secondo nelle preferenze popolari immediatamente dopo l’ ex vescovo di San Pedro Fernando Lugo, che fa parte dell’Alleanza patriottica per il cambiamento (APC) una coalizione che comprende il principale partito d’opposizione, il Partido Liberal Radical Autentico (PLRA), e piccoli partiti di sinistra riuniti nel Bloque Social y Popular. La campagna per le elezioni della primavera prossima si annuncia particolarmente aspra non solo tra partiti, ma anche all’interno dello stesso partito di maggioranza: poiché Frutos non potendo essere rieletto con un secondo mandato, sostiene l’attuale ministro dell’educazione, Blanca Ovelar, che si contende la candidatura del Colorado Party con il vicepresidente Luis Alberto Castiglioni Soria.
Conclusioni
Mentre il debito pubblico rimane al livello del 40% del PIL, l’economia paraguaiana è ancora guidata dalla produzione agricola (27% del PIL e 84% delle esportazioni), ed ha profonde carenze strutturali quali la vulnerabilità ai fattori climatici e alla variazione dei prezzi.
Il PIL pro capite è destinato a cadere nel lungo periodo se non si migliorerà la produttività adeguando il tasso di crescita all’aumento della popolazione. I principali obiettivi da raggiungere a medio termine riguardano la stabilizzazione dei risultati macroeconomici conseguiti negli ultimi anni. Nell’Indice di Sviluppo Umano del 2006 (HDI) il Paraguay era 91° (su 177), mentre altri paesi dell’America Latina raggiungevano la 36ª e 43ª posizione come l’Argentina e l’Uruguay. Ad oggi la ripresa paraguaiana sembra dipendere ancora e fortemente dai sussidi del Fondo Monetario Internazionale. Se i due favoriti alle elezioni del 2008, Lugo ed Oviedo, riusciranno a contrastare la scarsa partecipazione al voto paraguaiana, potranno sfruttare lo scontento popolare nei confronti dell’attuale partito di maggioranza, accusato di non essere intervenuto abbastanza laddove la povertà continua ad affliggere la popolazione, nonché di continue sperequazioni sociali.
(Fonte:Equilibri.net)
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