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Clandestinoweb
Ultimo aggiornamento: 06.07.2008 ore 03:22
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13/06/2007


Per il "grande vecchio" della politica israeliana si avvicina quella che sarà probabilmente l'ultima sfida politica: domani il vicepremier Shimon Peres, 83 anni, tenterà per la seconda volta di essere eletto Capo dello Stato dai 120 deputati della Knesset di Gerusalemme.

 

L'esito del voto non è scontato, anche se Peres sembra favorito. Ma già nel 2000 l'allora leader laburista - passato due anni fa nel partito centrista Kadima fondato da Ariel Sharon - sembrava promesso alla vittoria, battuto dal conservatore Moshe Katzav (Likud), a causa sembra di un "tradimento" nel segreto dell'urna di deputati ultraortodossi che gli avevano promesso il voto. Con lui in lizza per la carica suprema di Israele ci sono ora Reuven Rivlin, del Likud, stimato ex-presidente della Knesset, e la laburista di origine francese Colette Avital.

La stampa prevede un primo turno serrato, che dovrebbe veder prevalere Peres e Rivlin, e Peres in leggero vantaggio al secondo. Peres ha ottenuto nelle ultime ore l'appoggio del Gil, il Partito dei pensionati e degli ultraortodossi sefarditi dello Shas, una ventina di voti. Dovrebbe avere il voto anche della maggior parte dei 29 deputati di Kadima (ma non sono escluse defezioni), di 5 o 6 laburisti (su 19), di qualche franco tiratore degli altri partiti. Se l'elezione del presidente fosse a suffragio universale come in Francia, il premio Nobel per la pace sarebbe sicuro della vittoria.

Secondo un recente sondaggio il 60% degli israeliani vuole che sia lui il successore dello screditato Katzav, autosospeso all'inizio dell'anno dopo essere stato accusato di presunte violenze sessuali da ex-dipendenti. La speranza di molti israeliani è che con Peres, il politico più noto e rispettato anche all'estero, la funzione - essenzialmente protocollare - ritrovi smalto e credibilità.

L'elezione del nuovo Capo dello Stato è preceduta oggi da un altro scrutinio cruciale. Il Labour, il secondo partito della coalizione guidata da Ehud Olmert, deve eleggere il suo nuovo leader. Al primo turno due settimane fa è stato eliminato il segretario uscente, il ministro della difesa Amir Peretz. I 100 mila militanti laburisti devono scegliere fra l'ex-premier Ehud Barak e l'ex-capo dei servizi segreti dello Shin Bet, Ami Ayalon. Anche questo scrutinio pare aperto. La vittoria potrebbe giocarsi per pochi voti. Barak se vincerà vorrebbe sostituire Peretz alla difesa, e propone elezioni anticipate nel 2008. Ayalon ha affermato che con lui il Labour uscirebbe dal governo. Ma non è detto che non cambi idea.

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