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Ultimo aggiornamento: 05.07.2008 ore 17:53
18° costituzione in thailandia Stampa E-mail
20/08/2007

I risultati, ancora parziali, del referendum di ieri registrano il 58,3% di preferenze per il "sì". Nelle parrocchie dopo la messa i sacerdoti ricordano il diritto-dovere di votare. I "no" vincono nella regione del nord-est, roccaforte dell'ex premier Thaksin Shinawatra.

 

La Thailandia ha scelto la sua 18esima Costituzione. A favore del nuovo testo, redatto dal governo provvisorio di stampo militare, ha votato ieri il 58,3% degli elettori nel primo referendum costituzionale del Paese. L'affluenza alle urne è stata intorno al 55%; gli aventi diritto al voto erano 45,6 milioni. Ieri, al termine della messa domenicale, in diverse parrocchie cattoliche i sacerdoti hanno invitato i fedeli a recarsi alle urne.

"L'esercito è soddisfatto dell'accoglienza che il popolo ha dato alla Costituzione" ha commentato Sonthi Boonyaratkalin, a capo delle forze militari e della giunta che ha deposto l'ex premier Thaksin Shinawatra nel settembre scorso. Per essere promulgata ufficialmente la Costituzione deve ora passare l'approvazione del re Bhumibol.

Analisti però notano che i referendum ritrae un Paese "profondamente diviso". I dati, ancora parziali - basati sul conteggio del 93% delle schede - registrano, infatti, una forte opposizione al documento nella regione del nord-est, la più popolata e povera del Paese. Qui i "no" hanno vinto con il 63% delle preferenze. Nella zona è ancora forte la popolarità del partito Thai Rak Thai di Shinawatra, che ha guidato la Thailandia dal 2001 al 2006. Secondo Thitinan Pongsudhirak, direttore del Thailand's Institute of Security and International Studies, "questo voto mostra una polarizzazione del Paese, una forte divisione".

Secondo alcuni sondaggi, la maggior parte degli elettori ha votato "sì" prima di tutto perché ritiene la nuova Carta migliore di quella del 1997, l'ultima adottata; in secondo luogo, perché vogliono presto le promesse elezioni generali e che nel Paese torni stabilità politica e democrazia. Il governo provvisorio ha promesso per dicembre la consultazione popolare per scegliere il nuovo governo.

La nuova Costituzione - spiegano i suoi redattori - conferisce al popolo maggiore partecipazione alla vita politica (sarà più facile proporre leggi o presentare petizioni per rimuovere un ministro); maggiore libertà per le attività pubbliche; limiterà l'incarico del premier a solo due mandati o ad un massimo di 8 anni; ma conferisce anche forti poteri di controllo sui politici di tutti i livelli ad esercito e giudici. Questo ultimo punto è il più contestato dagli oppositori alla Carta, che denunciano l'eccessiva influenza dei militari, dei burocrati e dei giudici, a scapito dei partiti politici e dei rappresentanti eletti.

(Fonte: Asia news)

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