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A distanza di
quattro anni il premier dell'Ontario Dalton McGuinty ci riprova: «Se
sarò confermato premier non aumenterò le tasse». Fu proprio nel
settembre del 2003 che il leader liberale aveva fatto la solenne
promessa durante la campagna elettorale di non aumentare le tasse.
Infatti, la prima cosa che fece al momento della presentazione del
primo bilancio impose la cosiddetta «tassa sulla sanità», circa 900
dollari l'anno in più per ogni contribuente per finanziare, disse, il
sistema sanitario.
Ieri, nella seconda giornata di campagna, McGuinty è tornato sull'argomento promettendo di nuovo che un suo futuro governo non aumenterà le tasse.
Ed ha
aggiunto: «Lo so che tale promessa era già stata fatta, ma allora non
avevamo i conti a disposizione ed il deficit ereditato dal precedente
governo conservatore - ha sottolineato il premier - era notevolmente
superiore a quello che ci aspettavamo».
L'allora premier Ernie Eves parlava di bilancio in pareggio, i liberali
si aspettavano invece un deficit di 2 miliardi di dollari che invece
risultò poi di 5 miliardi e 600 milioni.
McGuinty annunciò quello che il leader conservatore dell'Ontario, John Tory,
ha definito ieri «il più grande aumento di tasse della storia della
nostra Provincia». Tory ha ricordato che McGuinty quattro anni fa firmò
il Taxpayer Protection Pledge «e lui non lo rispettò: non vedo perché dobbiamo credergli ora».
Il leader conservatore è stato ieri molto duro nei confronti di McGuinty
«il quale - ha detto - o fece una promessa senza pensare, e la dice
lunga sul giudizio politico di questo leader, oppure fa le promesse e
non ha alcuna intenzione di rispettarle».
Tory ha ricordato la promessa di quattro anni fa visitando la sede della Canadian Taxpayers Federation mostrando appunto il documento che McGuinty aveva firmato quattro anni fa.
John Williamson, presidente della Canadian Taxpayers Federation,
ha definito McGuinty «un bugiardo» ed una persona di cui «non si può
avere fiducia Il premier, da parte sua, parlando ieri a Ottawa, ha
detto che questa volta non ci saranno documenti firmati ma ha
sottolineato di non aspettarsi «alcun aumento dopo il dieci ottobre».
Ha comunque giustificato la sua decisione di imporre la tassa sulla
sanità «in quanto ci trovavamo di fronte al bivio «e cioè di tagliare i
servizi sanitari necessari per i cittadini, oppure aumentare le tasse.
Mi sono assunto le mie responsabilità ed ho preferito finanziare la
sanità».
Il premier comunque non ha preso alcun impegno su una eventuale
rimozione di tale tassa entro il prossimo mandato: «Certo non necessita
di aumentare le tasse ogni volta - ha detto il premier - in quanto le
cose ormai si sono stabilizzate e non abbiamo più il deficit di 5
miliardi e 600 milioni di dollari come quattro anni fa».
Ha quindi ricordato che negli ultimi due anni il suo governo ha chiuso il bilancio in pareggio.
Da parte sua il leader dell'Ndp Howard Hampton,
anche ieri si è rifiutato di dare dettagli numerici sulla sua
piattaforma economica precisando che «nel corso della campagna
presenteremo tutti i dettagli del nostro programma».
Parlando ieri a Toronto Hampton che precisato che il suo piano dovrebbe essere presentato entro un paio di giorni.
Anche Hampton ha comunque ieri attaccato il premier McGuinty per «non
avere mantenuto le promesse fatte quattro anni fa» rilevando che
«nonostante tante parole, ancora ad oggi non vi sono aumenti ai
finanziamenti per aiutare i bambini autistici».
Il leader neodemocratico ha parlato ieri pomeriggio, infatti, proprio
nella sede torontina dell'organizzazione formata dalle famiglie di
bambini affetti da tale malattia. Tra l'altro esse hanno fatto notevole
pressione su Queen's Park negli ultimi anni per ottenere più fondi
ricorrendo anche alle vie legali: «Ma l'attuale governo - ha detto
Hampton - invece di aumentare i fondi alle famiglie dei bambini
autistici, ha preferito spendere 2 milioni e 400mila dollari di
avvocati per rispondere alle richieste dell'organizzazione in
tribunale». Ieri pomeriggio Hampton ha anche «sfidato» McGuinty a
partecipare ad un dibattito nel Nord Ontario «un'area - ha detto
Hampton - che il premier ha quasi completamente trascurato durante i
suoi anni di governo».
Secondo Hampton la situazione in Nord Ontario «è molto difficile dal punto di vista sociale ed economico».
Ha ricordato le migliaia di posti di lavoro che sono andati perduti e
le grosse difficoltà che trovano i cittadini residenti in queste aree a
causa della mancanza di medici di famiglia. Secondo Hampton «è il
momento che il Nord Ontario diventi un punto importante di una campagna
elettorale e credo che in questi giorni abbiamo tutti l'opportunità di
presentare le nostre idee e programmi». (Fonte: Corriere Canadese)
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