Sondaggi politici, elettorali, sondaggi d'opinione. Il sondaggio politico elettorale che fa opinione

Clandestinoweb
Ultimo aggiornamento: 29.08.2008 ore 02:00
Rapporto Onu sull'ambiente Stampa E-mail
30/03/2007


Il rapporto dell'ONU sull'ambiente


Abbiamo tradotto e vi presentiamo la sintesi del rapporto ONU realizzato da un gruppo di esperti sul cambiamento climatico e lo sviluppo sostenibile. Tale documento è stato preparato per la quindicesima sessione della Commissione sullo sviluppo sostenibile.
Evitare l’ingestibile e gestire l’inevitabile


Il cambiamento climatico globale, causato soprattutto dall’utilizzo dei combustibili fossili e dalla deforestazione, è una minaccia crescente al benessere dell’umanità sia in paesi in via di sviluppo sia in nazioni sviluppate. Il cambiamento climatico sta già provocando danni significativi e un ulteriore deterioramento è una certezza. La sfida ora è quella di fare in modo che non diventi una catastrofe. C’è ancora una buona possibilità di riuscirci. Riuscire in un modo che ci permetta di creare opportunità economiche che siano superiori ai costi. Ma per afferrare questa opportunità è necessaria un’immediata e notevole spinta agli sforzi su due fronti: misure attenuanti (come la riduzione di emissioni di gas serra e fuliggini) per impedire che il livello di cambiamento climatico diventi ingestibile, e misure di adattamento (come la costruzione di dighe costiere e un mutamento delle pratiche agricole) per ridurre il danno inevitabile dal cambiamento climatico.

 

Evitare l’ingestibile

Le attività umane hanno cambiato il clima della terra con un notevole impatto sugli ecosistemi e sulla società umana, e il passo del cambiamento aumenta. La temperatura media del superficie terreste è all’incirca 0,8°C sopra il livello che aveva nel 1750 con la maggior parte dell’aumento nel 20esimo secolo, con l’aumento più notevole dal 1970. I cambiamenti in temperature sui continenti sono superiori alla media terrestre e i cambiamenti sui continenti ad elevate altitudini sono ancora maggiori.

Il modo in cui si comportano i cambiamenti osservati riflettono le previsioni degli specialisti in scienza climatica sull’aumento delle concentrazioni di biossido di carbonio (CO2), di metano (CH4) e altri gas serra (GHGs) anche quando si prende in considerazione le altre influenze conosciute sulla temperatura terrestre. Di tutte le influenze umane e naturali, negli ultimi 250 anni, quella principale è la concentrazione di CO2 causato dai combustibili fossili e dalla deforestazione. Nelle ultime decadi le emissioni di CO2 responsabili dela maggior parte di questo aumento provengono dal 75% all’85% dai combustibili fossili (principalmente dai paesi industriali) e dal 15% al 25% dalla deforestazione e altre forme di cambiamento alla vegetazione (soprattutto dai paesi in via di sviluppo nei tropici).

I cambiamenti apparentemente modesti nella temperatura media durante il 20esimo secolo sono stati accompagnati da significativi aumenti nell’incidenza di alluvioni, siccità, ondate di caldo e incendi, soprattutto dal 1970. Ormai sembra anche che l’intensità delle tempeste tropicali sia in aumento. C’è stata una notevole riduzione dell’estensione dei ghiacciai marini nell’Artico, grandi aumenti nello scioglimento della copertura di ghiaccio in Groenlandia, segnali di instabilità nella copertura di ghiaccio nell’Antartica occidentale e un movimento nella portata geografica e abitudinaria di molti specie di animali e di piante.

Anche se le emissioni da gas serra potessero essere fermate subito, il mondo non scapperebbe dai cambiamenti climatici già prodotti. Il lento equilibrarsi degli oceani con i cambiamenti atmosferici significa che ci sarà un ulteriore aumento del 0,4-0,5°C nella temperatura media del superficie terrestre a causa degli attuali livelli di concentrazioni di gas serra e particelle aeree.

Se le emissioni e le concentrazioni di CO2 crescono secondo le previsioni nel medio termine, ci si aspetta che la temperatura media della superficie terreste aumenterà dal 0,2 al 0,4°C per ogni decennio nel 21esimo secolo e continuerà ad aumentare anche dopo. Il riscaldamento complessivo entro il 2100 sarà di circa 3-5°C rispetto alle condizioni pre-industriali. L’evidenza scientifica indica che il cambiamento nella temperatura media di questa magnitudine sarà accompagnato da grandi e bruschi cambiamenti nel comportamento climatico che avranno un impatto negativo sull’agricoltura, sui boschi, sulla pesca, sulle disponibilità di acqua dolce, sulla geografia delle malattie, sulla vivibilità di insediamenti umani e molto altro (diagramma ES.2). Persino nel prossimo decennio, l’impatto del cambiamento climatico limiterà la possibilità di raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite (Millennium Development Goals, MDGs).

Il quadro della situazione per ogni regione della Terra:

North America: riduzione nella copertura della neve primaverile; flussi dei fiumi cambiati; ecosistemi spostati con la perdita di ambienti naturali di nicchia; aumento del livello del mare e aumento dell’intensità degli uragani nell’Atlantico causa di alluvioni sulle coste e danni, aumento del numero e dell’intensità delle ondate di caldo, incendi dei boschi; migliorerà la produttività agraria e forestale per qualche decennio.

America Centrale e le Indie Occidentali: probabilità di piogge intense e uragani più potenti; aumento nel decolorizzazione del corallo, qualche inondazione dovuta all’aumento nel livello del mare; perdita di biodiversità.

Isole del Pacifico: inondazione delle isole coralline mentre aumenta il livello del mare; salinazione delle falde acquifere; estesa decolonizzazione dei coralli; tifoni più potenti e possibile intensificazione degli estremi ENSC.

Sud America: deterioramento delle foreste tropicali con notevole perdita di biodiversità; scioglimento dei ghiacciai, riduzione delle forniture di acqua dolce, aumento dei danni al suolo provocati dall’acqua piovana, alluvioni intense.

Europa: intensificazione delle precipitazioni invernali, alluvioni e altri pericoli; aumento delle ondate di caldo in estate e scioglimento dei ghiacciai, intensificazione delle differenze climatiche regionali; maggior sollecitazione all’ambiente biologico causa spostamenti nella flora, spostamento del turismo dal Mediterraneo

Asia centrale e settentrionale: esteso scioglimento del permafrost con scombussolamenti per il trasporto e le costruzioni edili, maggior paludificazione e danni ad ecosistemi; aumento nel rilascio di metano; erosione costiera causa diminuzione ghiaccio marino

Sud Asia: aumento del livello del mare e cicloni più intensi, alluvioni nelle pianure lungo le coste; grossa perdita delle mangrovie e delle scogliere coralline; lo scioglimento dei ghiacciai riduce il flusso d’acqua nei fiumi; aumento nella richiesta di risorse idriche per la popolazione e l’agricoltura; possibili scompigli nei monsoni.

Africa: diminuzione nei raccolti e calo nella sicurezza alimentare; aumento delle siccità e ridotte risorse idriche; danni agli ecosistemi e perdita della biodiversità incluse alcune specie importanti; inondazioni in alcune aree.

Australia e la Nuova Zelanda: perdita di gran parte della barriera corallina. Diminuzione delle risorse idriche. Inondazione di alcune aree popolate, aumento di incendi boschivi; alcuni benefici per l’agricoltura.

L’Artico: considerevole riduzione del Ghiaccio, interruzione nella megafauna polare; perdita accelerata del ghiaccio della Groelandia e dei ghiacciai, cambiamenti nella pesca, sostituzione della tundra con foreste boreali; aumento dell’esposizione ai raggi UV.

Antartico e Oceano Meridionale: rischi di una diminuzione della copertura di ghiaccio dell’Antartico occidentale con risultante innalzamento del livello del mare con danni alla vita marina e i ai pinguini.

Tutti gli oceani: aumento nell’acidità causato dall’alta concentrazione di CO2, riduzione nella circolazione di correnti profonde causato dal riscaldamento nell’Atlantico settentrionale

Nessuno sa dire ancora con esattezza quale aumento nella temperatura media terrestre rispetto il valore del 1750 ma comunque è troppo, nel senso che le conseguenze dell’aumento diventeranno veramente ingestibili. A nostro parere, e quello di un numero crescente di analisti, aumenti sopra il 2-2,5°C rispetto al 1750, porteranno ad un elevato rischio di oltrepassare il punto di non ritorno che potrebbe risultare un impatto intollerabile per il benessere umano nonostante tutti i nostri tentativi di adattamento.

Aumentare gli sforzi per attenuare gli effetti ed evitare un aumento di 2-2,5°C non sarà facile. La sua realizzazione richiederà un successo rapido nella riduzione di emissioni di CH4 e fuliggini a livello mondiale e richiederà che i livelli delle emissioni CO2 si stabilizzino entro il 2015 o il 2020 a valori non molto superiori di quelli di oggi, prima di iniziare a diminuire a non più di un terzo di questo livello entro 2100.
A cura di Natascia Turato

 

<-> Hai ritenuto interessante questo articolo? Condividilo in rete
 
< Prec.   Pros. >

Generali, altre notizie

ZIMBABWE: MUGABE E TSVANGIRAI SI SPARTISCONO RESPONSABILITA' VIOLENZE 07/08/2008
MAURITANIA: COLPO DI STATO MILITARE, ARRESTATO PRESIDENTE 06/08/2008
IRAQ: IN 5 ANNI ATTACCATE 313 MOSCHEE E 41 CHIESE 22/07/2008
FILIPPINE: CHIESA VIETA L'USO DEL PRESERVATIVO ANCHE SE IL CONIUGE HA L'AIDS17/07/2008
DARFOUR: IL TRIBUNALE DELL'AIA CHIEDE L'ARRESTO DI AL-BASHIR PER GENOCIDIO14/07/2008
ZIMBABWE: SANZIONI ONU MA RUSSIA E CINA PONGONO IL VETO12/07/2008
ONU - "LO STUPRO ARMA DI GUERRA": APPROVATA ALL'UNANIMITA' LA RISOLUZIONE20/06/2008
REPUBBLICA DOMINICANA: FERNANDEZ FAVORITO CON IL 55%16/05/2008
REPUBBLICA DOMINICANA: APERTI I 13.000 SEGGI E 45.000 POLIZIOTTI LI CONTROLLANO16/05/2008
VERTICE DI ADDIO TRA BUSH E PUTIN. LA PRIMA VOLTA DI MEDVEDEV06/04/2008

Studi e Ricerche

Fai tu la notizia

Hai qualcosa da raccontarci? Ti sei imbattuto in un fatto che pensi meriti l'attenzione dei media? Scrivi il tuo pezzo e invialo a Clandestinoweb, la redazione ti contatterà per pubblicarlo sul sito

SEGNALACI UNA NOTIZIA

Vetrina

opinion.jpg

tg5.png

vr.jpg

logo la destra news

radioradicale.png




 

 

serverstudio web marketing e design