|
13 gen. - Gordon Brown perde colpi,
almeno stando ai sondaggi. Il primo ministro britannico e'
scivolato dietro l'opposizione conservatrice di David Cameron.
Nel sondaggio pubblicato sul 'Times', il partito laburista ha
raggiunto solo il 33% di voti, dieci punti percentuali in meno
del partito conservatore.
Rispetto al mese scorso, il partito
di Brown e' sceso di due punti, mentre quello di Cameron ha
guadagnato quattro punti percentuali.
Anche i
Liberaldemocratici sono scesi nel sondaggio: hanno il 15%,
mentre a dicembre avevano il 17%.
A far scendere Brown, anche
secondo l'istituto 'Populus', e' stata la manipolazione delle
turbolenze finanziarie dello scorso anno. Non a caso,
l'economia sara' un elemento chiave nella prossima campagna
elettorale per le elezioni in programma nel maggio 2010.
La
Gran Bretagna vive la sua prima recessione dagli anni '90 e,
alla domanda 'Chi sara' la persona giusta in grado di tirar
fuori il Paese dalla recessione', gli intervistati si sono
divisi tra Brown e Cameron: entrambi i leader hanno ottenuto il
37% di voti.
Due mesi fa, Brown vantava il 52% di preferenze
contro il 32% di voti per Cameron e i loro partiti ricevevano
rispettivamente il 38% e il 35%. Un trend opposto a quello di
oggi, che inverte la tendenza e vede la rimonta dei Tories. In
un'intervista al 'Sun', Brown ha difeso le sue misure adottate
per salvare le banche e il debito pubblico e ha spiegato che
l'aumento della spesa avesse lo scopo di evitare una profonda
recessione.
"Se a ottobre non fossimo intervenuti, le banche
sarebbero collassate" ha dichiarato Brown.
Cameron, dal canto
suo, ha accusato il governo di "aver agito come polli senza
testa, confondendo l'attivita' con l'azione". E, al 'Financial
Time', ha detto che il suo partito era pronto per le elezioni
in qualsiasi momento. (AGI)
|