Holy Water , La pellicola di Tom Reeve in arrivo domani nelle sale italiane ha gia' riscosso grande successo di critica. Anche l'edizione cartacea del Corriere della Sera ha individuato il potenziale esplosivo del film e ha deciso di dedicargli un pezzo sottolinenado il modo in cui il film gioca su uno dei sogni proibiti del maschio medio, la portentosa pillolina azzurra, il Viagra, articolando una storia divertente e ironica che lascia ampio spazio alla riflessione.
Il cortocircuito che si innesta quando i quattro protagonisti riversano il carico di Viagra rubato nelle acque di un piccolo villaggio irlandese è travolgente e lo spettattore non puo' che rimanere incollato allo schermo. "L'eccitazione del paese è a portata di rubinetto" dice l'articolo e mai osservazione fu piu' azzeccata.

 

Il Viagra rubato cade nella fontana. Paese Sconvolto

«Il film che vi tirerà su»: il trailer gioca sul doppio senso, come il titolo del film, Holy Water, che sta per acqua santa, come quella venerata in un piccolo villaggio dell’Irlanda, ancor più ricercata quando l’equivalente di 63 milioni di dollari di Viagra ci finisce dentro. Con le boccaccesche conseguenze che si possono immaginare: l’eccitazione in paese è a portata di rubinetto.
Un’idea elementare, ma pur sempre un’idea, che è alla base dell’ultima commedia di Tom Reeve (un passato da regista ancora da costruirsi), in uscita domani nelle sale italiane.
Holy Water è ambientato a Killcoulin’s Leap, paese in costante calo demografico, dove il tempo viene scandito dai funerali e dai concerti al centro anziani della folk band Playboy. Una noia irlandese. Saranno proprio i componenti del gruppo musicale, una banda di quattro disperati che decide di studiare un piano per fare i soldi in fretta, a rivitalizzare Killcoulin’s Leap.

Per risolvere i loro problemi economici, la via più corta è quella di impadronirsi di un camion che porta il Viagra dalla fabbrica all’aeroporto e andare ad Amsterdam per rivendere il bottino. «In effetti —ha spiegato il regista—la celebre pillola blu viene realmente prodotta in Irlanda. I personaggi decidono poi di andare in Olanda, perché quello è il Paese più vicino al Regno Unito dove il farmaco può essere venduto senza ricetta». Quella stessa ricetta (forse anche più di una) che Reeve ha dovuto procurarsi per comperare i 2mila e 600 euro di Viagra che gli sono serviti per la realizzazione del film. Che decolla quando il carico blu puffo — al cambio attuale fanno 21 milioni di pillole, infarto idrico assicurato— finisce nel pozzo d’acqua santa, venerato in paese, e di lì si diffonde in tutto l’acquedotto. Nel villaggio, che intanto è stato invaso dai giornalisti e da una squadra d’investigatori americani à la recherche del Viagra perduto, le acque iniziano a muoversi e i confessionali cominciano a riempirsi di storie a luci rosse, mai sentite prima di allora.

«La pellicola— ha spiegato il distributore Angelo Bassi—verrà diffusa in almeno 50 sale cinematografiche. Stiamo anche vagliando l’ipotesi per la realizzazione di un remake italiano». La Pfizer, il principale produttore del farmaco, citato più volte in Holy Water pare non abbia gradito questo surplus di pubblicità gratis. «La casa farmaceutica —ha raccontato il regista —, pur non avendo mai cercato, effettivamente, di bloccare le riprese o la distribuzione del film, si è dissociata completamente». All’inizio e alla fine della pellicola appare un avviso con il quale viene ribadita la totale estraneità dell’azienda dal film.
«La Pfizer —ha continuato Reeve— ha giustificato la sua posizione, dicendo di essere una casa farmaceutica seria, che produce farmaci per migliorare la salute dei propri clienti. Tutto ciò, secondo loro, non ha niente che fare con il modo in cui il Viagra viene presentato in Holy Water».
R. Fra