Per la rubrica "la voce dietro le sb arre " riceviamo e pubblichiamo la relazione  della visita effettuata nella Casa Circondariale di Messina da Eugenio Sarno (Segretario Generale della UIL PA – polizia penitenziaria ).

"In data 18 febbraio 2011 ho proceduto ad una visita, debitamente comunicata ed autorizzata, ai luoghi di lavoro della Casa Circondariale di Messina.  Come al solito, trasmetto alle SS.LL, per quanto di competenza, gli esiti della visita.

L’istituto penitenziario, ubicato in zona periferica della città, mostra impietosamente i segni del tempo (costruito negli anni ’50) e gli effetti dell’usura accentuata dagli effetti della salsedine.
Pur essendo stata una visita limitata al poco tempo disponibile dello scrivente, si è potuto constatare come gli allarmi lanciati nel tempo dal personale trovino molto che più giustificate ragioni.
E’ del tutto evidente che l’impossibilità di accedere ad idonei finanziamenti, per i necessari interventi di manutenzione straordinaria, determinino un grave degrado strutturale che coniugato all’impressionante sovrappopolamento fanno della Casa Circondariale di Messina una vera emergenza penitenziaria. 

Un orrore. Null’altro ci sovviene per definire ciò che abbiamo potuto vedere.
Già al primo impatto è possibile intuire di quali inefficienze dovrà prendere atto il visitatore. L’ingresso dalla portineria dell’istituto si connota per un altissimo livello di automazione : apertura a contatto palmare ! Infatti le serrature sono guaste e basta appoggiare il palmo della mano perché i cancelli di ingresso istituto si dispongano soavemente all’apertura. Tanto avviene anche per la porta di accesso al locale adibito al deposito delle armi individuali.

Nell’approssimarci agli ambienti detentivi è impossibile non essere negativamente condizionati dalle pareti scrostate e dalle tante, importanti e cospicue perdite delle condutture idriche dell’impianto di riscaldamento. Ad onor del vero abbiamo potuto apprezzare gli sforzi della Direzione nell’intento per il recupero ed il riciclo di tanta acqua con il posizionamento di bidoni a raccolta dei liquidi. Â