Ilaria Cucchi ha poche speranze che suo fratello Stefano possa ottenere giustizia nelle aule dei tribunali. Del resto la presentazione della perizia dell'accusa la dice lunga sull'andamento del processo. "Cio' che piu' inorridisce e che si tratta della perizia dell'accusa – ha commentato Ilaria Cucchi ai microfoni di Clandestinoweb.com – speriamo che i giudici tengano conto della perizia che abbiamo fatto noi, con i nostri consulenti".
I periti che hanno testimoniato davanti ai giudici della Corte di Cassazione di Roma – nel corso del processo per la morte di Stefano Cucchi che vede alla sbarra dodici persone – sono che le lesioni sul corpo del ragazzo sarebbero state causate da una spinta contro un muro, oppure da una caduta accidentale. Inoltre, sempre secondo la perizia presentata nei giorni scorsi, le ferite non sono state la causa delle morte del giovane romano.
"A sentire i medici legali del pm non sarebbe successo niente – ci ha spiegato ancora Ilaria – vogliono farci credere che Stefano aveva addosso delle lesioni senza che lo sapesse e che, comunque, sarebbe morto anche a casa".
Nella voce di Ilaria la speranza di vedere condannate le persone che reputa responsabili per la morte del fratello sono quasi inesistenti ma non si arrendera' fino alla fine.
Nella voce di Ilaria la speranza di vedere condannate le persone che reputa responsabili per la morte del fratello sono quasi inesistenti ma non si arrendera' fino alla fine.
Di recente la famiglia Cucchi ha presentato un documentario al festival del Film di Roma. "Io e la mia famiglia abbiamo deciso di affidarci al documentario come mezzo di denuncia per dire la verita' che vogliono negarci", ha aggiunto Ilaria Cucchi. Anche se il tribunale non condannera' nessuno Ilaria ha aperto un varco, ha dato speranza ai "tanti casi Cucchi" che vengono spesso ignorati e taciuti. "Purtroppo in Italia funziona cosi', prima si da il via ad un processo mediatico e poi a quello nelle aule di tribunale – ha concluso Ilaria – Ci sono tanti casi simili a quello di mio fratello per i quali il processo non e' mai iniziato perche' nessuno ne ha mai parlato. Io e la mia famiglia non ci arrendiamo anche perche' tutti hanno visto le immagini e sanno che la morte di mio fratello non e' stata accidentale".















